Borgaro ricorda la tragedia delle Foibe


Forse per la scelta della giornata di sabato, la partecipazione da parte della cittadinanza è stata maggiore rispetto agli anni precedenti. Non è mancata, però, qualche polemica.

di Giada Rapa

Come accade ormai dal 2017, anche quest’anno l’amministrazione borgarese ha scelto di celebrare il Giorno del Ricordo. “Una cerimonia che per troppi anni è stata assente dal calendario delle manifestazioni italiane, sottacendo quella che è una pagina drammatica della storia del nostro paese, e che ancora oggi per certi versi risulta essere divisiva tra le forze politiche” ha ricordato il sindaco Claudio Gambino sottolineando che a Borgaro, invece, questa è una cerimonia che unisce, perché di fronte al ricordo dei pezzi di storia della nostra nazione, il colore politico sfuma e non conta. Una cerimonia che, forse anche per la scelta del sabato mattina, è stata decisamente più partecipata degli anni passati. Toccanti le testimonianze che si sono alternate.

“Mi riempie il cuore vedere tanta gente: vuol dire che siamo sulla strada giusta e che l’oblio dei martiri del Foibe forse verrà cancellato e che la storia sarà raccontata per quella che realmente è stata” ha commentato la consigliera comunale di Fratelli d’Italia Cristiana Sciandra, scegliendo un intervento breve per lasciare spazio alle testimonianze di chi quella tragedia l’ha vissuta sulla propria pelle. “Una pagina dolorosa – definita anche dalla capogruppo di maggioranza Roberta Di Siena – che appartiene alla memoria collettiva del nostro paese”. Ingiustizie e sofferenze che devono essere riconosciute, “senza negazionisti e senza strumentalizzazioni, ma con volontà di apprendere dal passato per costruire un futuro basato sulla pace, sulla convivenza e sul rispetto reciproco”. Ha scelto di non aggiungere altro, invece, la consigliera di Uniti per Cambiare, Elisa Cibrario Romanin. Presente anche l’assessore regionale Maurizio Marrone.

Non è mancata una piccola nota polemica, avanzata dall’assessore borgarese Eugenio Bertuol, che ha voluto evidenziare alcune incongruenze nel gruppo Uniti per Cambiare, chiedendosi se sta covando una spaccatura politica al suo interno. In poche parole, dopo aver presentato una mozione per diffondere la consapevolezza sul Giorno del Ricordo tra i giovani, Bertuol ha evidenziato che la Cibrario Romanin nella giornata della commemorazione ha declinato l’invito a contribuire dicendo che “era già stato detto tutto”, mentre i colleghi Matteo Stivano e Luigi Spinelli erano assenti. “Se il Giorno del Ricordo era così importante da meritare una mozione e una discussione in Consiglio Comunale, possibile che tutto il gruppo consiliare non abbia trovato il modo per essere presente, magari con una propria presa di posizione?” si chiede Bertuol, ricordando che Cibrario Romanin è un’ex esponente di FDI “e forse qualcosa sul tema avrebbe potuto dirlo”, Stievano non si sa e che Spinelli “forse ha qualche ritrosia a celebrare il ricordo sulle Foibe” essendo ex membro di Rifondazione Comunista e che nei precedenti 5 anni di amministrazione a tale evento non è mai stato visto.

“Credo che la politica sia prima di tutto una questione di etica, personale e di gruppo, perché le proprie posizioni possano poi diventare oggetto di dibattito tra partiti e tra i cittadini. Ma così si squalifica il ruolo della politica in generale, quello dei gruppi consiliari e la credibilità del sistema davanti alla cittadinanza” conclude l’assessore. Da parte sua, il gruppo Uniti per Cambiare ha scelto di non dare seguito alle parole di Bertuol.


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