Borgaro: l’incontro con Laura Efrikian tra arte, memoria e speranza per il Kenya


Per il terzo anno consecutivo, la città ha rinnovato il legame con l’artista e scrittrice, che ha presentato il suo ultimo libro “Asante Sana, Mama”. Un dialogo intenso tra testimonianze toccanti e progetti di riscatto sociale.

dalla Redazione

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La sinergia tra l’amministrazione comunale, la Pro Loco e Laura Moccia ha portato, per il terzo anno consecutivo, Laura Efrikian a Borgaro, giunta in città per presentare il suo libro “Asante Sana, Mama”. Una rete virtuosa che ha permesso di riabbracciare l’autrice e sostenere concretamente le sue iniziative umanitarie attraverso la vendita dei suoi libri e dei suoi dipinti – alcuni dei quali realizzati in modo originale su vecchi dischi in vinile – il cui ricavato è interamente destinato ai progetti che cura in Kenya.

Quello che unisce Laura Efrikian al continente africano appare come un legame segnato dal destino. A partire dal cognome stesso – la cui assonanza con la parola Afrikian evoca radici profonde – fino alla storia della sua famiglia di origine armena. Un passato doloroso che ha impresso nella sua vita un profondo desiderio di riscatto in favore dei più deboli e vulnerabili. Intervistata dalla nostra giornalista Giada Rapa, Efrikian ha ripercorso i suoi esordi a Malindi e le problematiche riscontrate sul territorio. Tra le testimonianze portate al pubblico, le condizioni di forte indigenza locale – come la storia di una bambina ammalatasi per aver ingerito terra a causa della fame, all’interno di una famiglia con dieci figli impossibilitata a sfamarli – il fenomeno dei neonati abbandonati perché frutto di violenze e le precarie condizioni sanitarie. Nel bilancio del suo percorso, Efrikian ha ricordato con candore la sua iniziale convinzione ingenua che la costruzione dei pozzi d’acqua potesse da sola risolvere la maggior parte dei problemi. Ampio spazio è stato anche dedicato al tema delle adozioni a distanza: un impegno da 300 euro all’anno che permette di offrire un supporto diretto per la crescita e l’istruzione dei minori.

L’incontro si è concluso con un momento di leggerezza. Tra gli aneddoti più calorosi, Efrikian ha ricordato quando i bambini dell’orfanotrofio le hanno chiesto un regalo insolito: delle divise rosa, desiderose soltanto di portare una pennellata di colore e allegria nella loro quotidianità.


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