Caselle, Mappano e i profughi


Indagine sull’esperienza di accoglienza degli 8 richiedenti asilo giunti nelle due cittadine quasi un anno fa. Il Sindaco Baracco: “L’inserimento di questi ragazzi e ragazze è stato molto positivo”.

di Cristiano Cravero

Profughi a Mappano

Profughi a Mappano

Caselle/Mappano – Da circa un anno, anche nella nostra zona sono arrivati i primi profughi, accolti e gestiti direttamente dalle parrocchie cittadine di Caselle e Mappano. In un primo momento non tutti i cittadini erano d’accordo su questa “novità”, ma poi tutto è rientrato, assopendo pregiudizi e stereotipi. A Mappano, il parroco don Antonio Appendino ha creato una staff di persone che quotidianamente si occupano di 4 persone alloggiate negli ex locali delle suore, vicino all’asilo San Michele. Daniela Rinaldi è l’anima mappanese della Caritas ed è lei che segue passo dopo passo il loro inserimento nella comunità. “Dopo i primi arrivi, – spiega – a settembre è giunta una quarta ragazza e così si sono completati i posti a disposizione nella casa delle suore annesse al santuario. In questo momento stiamo cercando di sviluppare un progetto che possa dare delle opportunità di lavoro per loro e in questo ambito sono stati organizzati dei corsi di lingua Italiana e matematica presso la Biblioteca del CIM. Una delle ragazze da noi ospitate, – aggiunge Rinaldi – di tanto in tanto svolge dei piccoli lavori occasionali, ma stiamo cercando di attivare una borsa lavoro per permetterle di avere un piccolo lavoro continuativo“.

Altri 4 profughi sono ospitati dalla Parrocchia Santa Maria di Caselle. “Da quasi un anno a questa parte 4 ragazzi, provenienti dal Mali, Guinea, Sierra Leone e Senegal, abitano nella nostra parrocchia – racconta don Claudio Giai Gischia – e grazie a delle borse lavoro svolgono piccoli impieghi nella raccolta della frutta, di aiuto cuoco e di decoratori, e almeno in parte siamo riusciti a farli integrare nel nostro tessuto sociale”. Con due di loro è stato possibile scambiare qualche battuta. “Sono in Italia da due anni – sintetizza Mario – ma Il mio viaggio è iniziato tempo fa, quando dal Mali, in camion, ho raggiunto la Libia. Da qui pagando 800 dollari sono riuscito a sbarcare nel vostro paese”. Mohamed invece è un cittadino del Senegal, ha lavorato per 9 mesi in Libia e poi ha deciso di affrontare una traversata nel Mediterraneo per raggiungere il nostro paese in cerca di fortuna”.

La nostra indagine si chiude con il commento del Sindaco di Caselle, Luca Baracco. “Dopo mesi di studio, posso affermare che le nostre comunità hanno mostrato maturità e non si sono verificati particolari problemi di accoglienza perché l’inserimento di questi ragazzi e ragazze è stato molto positivo”.

 

 


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