Caselle: Mauro Esposito espulso dal PD


Il testimone di giustizia nel processo San Michele, da iscritto al partito, paga la sua candidatura alle elezioni di giugno nella lista Ricominciamo per Caselle, concorrente a quella di Baracco, appoggiata invece dal circolo locale dei democratici. Con lui via anche altri 7 militanti. Esposito: “Una decisione imbarazzante”.

di G. D’A.

Caselle – Epilogo amaro per l’imprenditore Mauro Esposito, diventato simbolo dell’antimafia torinese, che tra guai giudiziari e problematiche varie deve annoverare anche l’espulsione dal Partito Democratico, al quale è tesserato da tempo. Il motivo è di essersi candidato alle elezioni comunali di giugno, nonostante la sua appartenenza, in una lista concorrente a quella guidata dal Sindaco uscente, e poi riconfermato, Luca Baracco, compagno di partito appoggiato dal circolo locale del PD. Un fatto, che una volta segnalato dal circolo locale ai vertici metropolitani e regionali piddini, ha aperto una procedura presso la Commissione di Garanzia, la quale dopo qualche mese di distanza ha deciso la cancellazione dall’anagrafe degli iscritti non solo di Esposito, ma anche di altri militanti PD: Morena Accardi, Adele Tirone, Antonella Bumbaca, Giuseppe Ciravolo, Pietro Bessi, Pietro Benet Pastore e Antonia Sergio.

Una decisione sulla carta legittima, contenuta nel regolamento PD che prevede l’esclusione di iscritti che si candidano in liste alternative o non autorizzate dal partito, accusa contro la quale Esposito ha provato a difendersi sottolineando che l’11 giugno scorso a contrapporsi sono state due liste civiche non riportanti il simbolo di partito e quindi non riconducibili direttamente al gruppo politico dei democrats.

Ritengo imbarazzante – commenta Esposito – leggere quello che c’è scritto sul provvedimento di espulsione che mi è stato sollevato. Mi chiedono i motivi perché non ho voluto candidarmi in quella lista quando io stesso più volte ho dichiarato che in quella coalizione c’erano delle persone impresentabili, riconducibili ad esponenti con alle spalle condanne penali. Un fatto inaccettabile in qualità di testimone di giustizia. Ad ogni modo non perso di fare ricorso contro questa decisione, perché se questo è il PD, che in passato a livello piemontese si è permesso anche di attaccare in procuratore Spataro, sono contento di esserne uscito“.


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Giovanni D'Amelio