Caselle “In punta di piedi”, continua la rassegna di incontri 365 Giorni Donna


Nella serata del 21 marzo, si è trattato il tema dello sport come mezzo di integrazione e riscatto sociale. Tante le testimonianze portate.

di Giada Rapa

Caselle – La rassegna “356 Giorni Donna”, promossa dall’amministrazione comunale e soprattutto dall’assessorato alle Pari Opportunità, prosegue la presentazione delle sue iniziative. Dopo la partita di calcio all’insegna della parità di genere con i ragazzi e le ragazze del Borgonuovo Settimo e la storia della staffetta partigiana Teresa a cura della Compagnia Teatrale Le Calze Braghe, la rassegna è proseguita con “In Punta di Piedi”.

La serata, svoltasi mercoledì 21 marzo, ha trattato il tema dello sport attraverso molteplici testimonianze. L’evento è iniziato con la visione del film “In Punta di Piedi”, che racconta la storia di Angela, figlia di un camorrista, che troverà proprio attraverso la danza il suo riscatto sociale e una vita migliore. “Scegliere una vita diversa è possibile. Dopo la proiezione ha preso la parola Roberto Rinaldi, Direttore del Comitato Territoriale UISP Ciriè Settimo Chivasso. che, dopo aver parlato del ruolo sociale nello sport, si è soffermato sulle attività del Comitato, che intendono promuovere davvero lo “sportpertutti” attraverso pari opportunità che non sono soltanto di genere. Punto di forza del Comitato sono inoltre i progetti internazionali, che utilizzano lo sport come strumento di integrazione. Presenti alla serata anche il Moro Team, squadra di giovani africani richiedenti asilo del Ceres C 5, che hanno raccontato come, attraverso lo sport, abbiano imparato disciplina e miglioramento dei rapporti con gli altri.

Ma lo sport diventa anche opportunità di integrazione e crescita per chi è affetto da disabilità, proprio come è emerso dalle parole di Marilena, mamma di Gianluca Frezza, vincitore degli Special Olympics World Games svoltisi a Los Angeles nella disciplina del tennis. “Quando ho scoperto che Gianluca, che all’epoca aveva solo sei mesi, era affetto da emiparesi sinistra mi è crollato il mondo addosso. Ma non mi sono arresa e sono andata avanti anche da sola dopo la separazione da mio marito. Ho optato per lo sport perché potevo scegliere una serie di lunghi interventi o il farlo muovere il più possibile. Dopo varie discipline abbiamo scoperto che era un mostro a tennis. Io lo ammiro, perché non perde mai un giorno di allenamento. E ai genitori di ragazzi disabili dico: dategli più fiducia”. In ultima la testimonianza della giovane Vittoria che, affetta da dislessia, ha trovato un modo per migliorare la sua coordinazione attraverso la Capoeira. “In 4° superiore ho attraversato un periodo di difficoltà. Provando la Capoeira mi sono sentita davvero viva. Credo molto nel valore dello sport, infatti sto per laurearmi portando una tesi che tratta proprio la Sociologia dello Sport”. All’inizio e alla fine delle serata, inoltre, sono stati letti dei brani tratti dall’opera “L’oro di Scampia”.


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