Da Caselle a Mappano: “L’auto ai vigili? Un tassello di una questione ben più complessa”


Risponde così il Sindaco di Caselle al suo omologo mappanese che parla di mezzo di servizio negato, specificando che la macchina è inserita nella delibera di trasferimento del patrimonio che verrà discussa a breve dal Consiglio Comunale della città dell’aeroporto.

di Giada Rapa

Il Sindaco di Caselle Luca Baracco

Caselle/Mappano – Nel corso dell’ultimo Consiglio Comunale di Mappano, il Sindaco Francesco Grassi si è lamentato non poco della “mancata collaborazione dei comuni cedenti”. Come per esempio il fatto di non aver ancora concesso in comodato d’uso un’auto per i vigili, costretti “a muoversi su mezzi propri, con mezzi pubblici o a piedi”.

“Rispetto a tutte le partite che si stanno giocando su Mappano, la questione dell’auto dei vigili è un dettaglio. Per esempio la neve caduta nei giorni scorsi sull’ex frazione è stata tolta perché, com’è giusto che sia, i comuni cedenti continuano a intervenire. L’auto è un tassello, inserito nella delibera di trasferimento del patrimonio al Comune di Mappano che è in via di definizione e verrà discussa a breve” spiega il primo cittadino di Caselle Luca Baracco, continuando a sottolineare che le priorità, per il neo ente, dovrebbero essere altre. “L’8 febbraio l’assessore Giovanni Isabella e il sottoscritto hanno inviato a Grassi un elenco delle spese che il nostro Comune è disponibile a sostenere per dare continuità ai servizi, ma di contro Mappano deve riconoscerci queste spese. Stiamo anche continuando a occuparci della custodia dei cani randagi, anche se può sembrare una cosa banale, c’è la questione dello sportello Informa-stranieri e molto altro. Occorre prendere impegni con delibere e determine, non soltanto a voce”.

Il Sindaco di Mappano Francesco Grassi

Ma Baracco non si ferma qui, sottolineando che proprio da Grassi sembra venire meno la volontà di collaborazione tanto decantata. “Collaborazione vuole anche dire non ripartire nuovamente da zero. Dal 17 gennaio esistono 3 atti ufficiali, firmati dallo stesso Grassi, in cui si accetta non solo lo scioglimento del CIM, ma nei quali il Sindaco si impegnava ad accogliere i dipendenti. Perché ora ha deciso di impugnare lo scioglimento del Consorzio, disconoscendo quanto firmato? Se il TAR darà la sospensiva si tornerà indietro: verrà ristabilito il CIM, dove due sindaci (quelli di Caselle e Borgaro, ndr) decideranno per un terzo. Una situazione veramente assurda”.

Nel frattempo continuano le trattative al tavolo della Città Metropolitana. “I quattro comuni cedenti hanno valutato i criteri di ripartizione delle spese del personale. Abbiamo condiviso le nostre osservazioni, proponendo poche modifiche e integrazioni, al fine di trovare una soluzione che garantisca equilibrio di bilancio e continuità dei servizi” ha concluso Baracco. E proprio sul tema della continuità dei servizi, il Sindaco tiene a precisare che “nessuno ne ha lamentato l’interruzione, contrariamente a quanto sostiene Grassi che ha chiesto l’apertura di un’inchiesta da parte della Procura della Repubblica”.


Commenti

commenti