Caselle: “Questioni di Genere”, per parlare di donne, economia e finanza


Nell’ambito della rassegna “365 Giorni Donna”, venerdì 23 marzo si è trattato il tema del linguaggio della comunicazione finanziaria e il divario di genere nel mercato azionario.

di Giada Rapa

Caselle – Donne e finanza: un binomio che proprio sembra non andare d’accordo. Ma sul quale bisogna continuare a insistere. È stato questo il tema, del qyarto incontro della rassegna “365 Giorni Donna” promossa dal Comune di Caselle, raccontato da Monica Andreoli, esperta di Pari Opportunità, e soprattutto Cecilia Boggio, docente e collaboratrice del Centro sulle Pensioni e le Politiche del Welfare.

La serata è iniziata con la visione di un’immagine piuttosto simbolica dell’argomento: si tratta de “La Ragazza senza Paura”, installazione dell’artista Kristen Visbal, che rappresenta una ragazzina ispanica di circa 10 anni che sfida il toro di Wall Street. L’opera, commissionata dalla State Street Global Advisors, importante società di investimenti americana in occasione dell’8 Marzo 2017, intendeva sensibilizzare l’opinione pubblica su quanto sia limitata, se non ostacolata, la presenza femminile nella finanza e nel ricoprire ruoli dirigenziali. Successivamente Boggio ha parlato delle associazioni concettuali, che ovviamente assumono un significato diverso se il consumatore è un uomo oppure una donna.  “Per quanto riguarda il marketing di genere, queste associazioni sono molto comuni per entrambi i sessi. Nell’ambito finanziario ciò accade molto raramente per diversi motivi: le donne investono meno degli uomini; hanno un grado di alfabetizzazione economica più basso; sono meno avvezze al rischio.

Questo anche perché la cultura della finanza occidentale ha sempre attribuito un ruolo economico alla figura maschile. Secondo un’indagine condotta dalla Banca d’Italia sulle famiglie italiane, nel 1989 nel 98% dei casi, le scelte economiche e finanziarie sono affidate al marito. Oggi qualcosa è sicuramente cambiato, ma non tanto quanto si possa pensare” ha spiegato Boggio. “Senza dimenticare i programmi di alfabetizzazione finanziaria, credo occorra proporre un linguaggio più neutro al fine di creare davvero una condizione di parità tra uomini e donne” ha concluso.

“Fare in modo di attirare l’attenzione sulle differenze di genere è estremamente importante. La presenza delle donne è importante non solo se considerate come utenti, ma può fare la differenza anche ricoprendo posizioni di rilievo in ambito economico e finanziario. In questo frangente anche il linguaggio assume la sua importanza anche in quello che è la determinazione dei ruoli, soprattutto di vertice. Non è solo un vezzo femminista, ma una ricerca di riconoscimento. Per questo occorre lavorare su più fronti, anche in quegli ambiti prettamente tecnici che appaiono di nicchia” ha spiegato Andreoli.


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