Cattiva salute: la storia di un casellese che ha deciso di operarsi per dimagrire


Gianpiero ha perso oltre 40 chili grazie ad un intervento compiuto qualche mese fa. “Per via di una complicanza stavo per morire, ma lo rifarei cento volte”.

di G.D’A.

Giampiero prime e dopo l’operazione

Giampiero Fabiano ha 50 anni ed abita a Caselle. Fino a pochi mesi fa pesava 130 chili, troppi, tanto da indurlo, dopo avere tentato ogni sorta di dieta, a ricorrere alla sala operatoria per dimagrire. Oggi Giampiero di chili ne ha 87, porta la taglia 52, è contento e ci racconta la sua esperienza.

“Ero troppo grosso – spiega – e ciò mi faceva stare male sia fisicamente e sia mentalmente. Non avevo neanche più il coraggio di andare in un negozio di abbigliamento per comprarmi dei vestiti: portavo la taglua 60 e mi vergognavo tantissimo.  Tra diete e digiuni, diversi erano stati i tentativi per perdere peso, ma nessuno aveva portato dei risultati. Così ho iniziato a prendere in considerazione l’ipotesi di un’operazione per la riduzione dello stomaco, la cosiddetta sleeve gastrectomy, un intervento di chirurgia bariatrica che prevede l’asportazione di un pezzo di organo. Mi sottopongo, quindi, ad una serie di visite e, passato qualche mese,  a marzo di quest’anno viene finalmente fissata  la data dell’operazione per il giorno 19, ospedale Molinette di Torino. Nonostante la pericolosità del trattamento, solo il 90% vanno a buon fine, non vedo l’ora di entrare in sala operatoria”.

Giampiero si sottopone alla sleeve gastrectomy, ma qualcosa non funziona e dopo quattro giorni viene nuovamente operato per il subentrare di una peritonite cronica. Giampiero è ad un passo da perdere la vita, ma piano piano recupera e dopo 36 giorni di degenza ospedaliera, senza mangiare e bere, viene dimesso.  “I mesi successivi sono stati duri – continua il racconto – ora però sto bene e l’operazione la rifarei 100 volte anche se è una sofferenza e non una scorciatoia per dimagrire perché la riduzione dello stomaco non deve essere considerata come un’operazione ai fini estetici ma come recupero della salute dell’individuo. Ad esempio, prima soffrivo di ipertensione arteriosa: avevo la pressione massima a 220 e la minima a 120 mentre oggi sono a 120 e 80. L’obesità porta a gravi malattie e l’aspettativa di vita è minore rispetto a chi è magro”. Giampiero conclude il suo racconto con un ringraziamento. “Lo rivolgo al personale del reparto Morino delle Molinette, gente brava, umana e professionale. Con alcuni di loro sono ancora in contatto per consigli e consulti su problematiche. Una vera eccellenza nella sanità piemontese”.

 


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Giovanni D'Amelio