La Chiesa dei Battuti di Caselle compie 300 anni


Quest’anno ricorre anche il decennale del restauro dell’organo settecentesco, uno dei pochi in tutto il Piemonte risalenti a questo periodo storico.

E’ uscito il numero di gennaio 2021 di SullaScia.net LEGGI IL GIORNALE / SCARICA IL GIORNALE

di Giada Rapa

Il 2021 è sicuramente un anno importante per la Chiesa dei Santi Pietro e Paolo -meglio conosciuta come la Chiesa dei Battuti– che quest’anno celebra un doppio anniversario: il completamento della sua costruzione, avvenuta 300 anni fa, e il decennale del restauro dell’organo.

“Nel 1721 -data ben visibile sulla facciata- la chiesa è stata completata e aperta al culto, anche se non sappiamo il giorno esatto. Alcune ipotesi fanno pensare al giorno di Pasqua, all’epoca fondamentale per le Confraternite, oppure quello dedicato ai Santi Pietro e Paolo” spiegano gli attuali membri de I Battuti di Caselle -volontari della Parrocchia- che oggi si prendono cura dell’edificio di culto e di tutto ciò che esso contiene. Ma perché è molto conosciuta anche con il nome di Chiesa dei Battuti? “L’aggettivo deriva dal fatto che la confraternita –laica– imponeva la penitenza della flagellazione al fine di espiare i peccati dell’umanità. Il gruppo era anche conosciuto come Battuti Bianchi, poiché indossavano camice e cappuccio -per rendersi tutti uguali di fronte a Dio– di colore bianco, perché dediti all’assistenza dei malati”. Per quanto riguarda la chiesa in sé, non si sa molto della sua storia: sappiamo che è stata realizzata dai mastro costruttore Borrione di Graglia -molto attivo a Caselle in quel periodo storico- ai quali si deve anche la creazione delle Cappelle del Crocifisso di San Giovanni e di Santa Maria. Ignoto è, invece, il nome dell’architetto: la tradizione orale vuole che sia Costante Michela, ma in assenza di documenti si tratta solo di una supposizione.  

“Abbiamo invece appreso molto sulla vita della Confraternita grazie al Libro di Maneggio, dove venivano registrate le riunioni e le decisioni del Consiglio e che inizia nel 1728 con l’inventario di tutto ciò che si trovava all’interno della chiesa. Grazie a questo abbiamo appreso diverse informazioni, come la data di commissione della pala d’altare La Gloria della Croce -1771- la decisione di realizzare la scala del pulpito e l’altare per la Madonna del Latte -statua, quest’ultima, realizzata totalmente in cartapesta- o ancora alcune liti per i passaggi di proprietà, estremamente utili per comprendere meglio la storia che si cela dietro queste piccole opere”.

Altre informazioni particolarmente rilevanti sono quelle relative all’organo. “Realizzato nel 1756 dai fratelli Concone, è uno dei pochi organi settecenteschi presenti in Piemonte. Vittima di un incendio nel 1799 -provocato dalle truppe francesi che all’epoca alloggiavano nella chiesa- l’organo è tornato a suonare in tempi recenti il 12 ottobre 2001, grazie al sostegno economico delle Fondazioni CRT e S. Paolo, della Regione Piemonte e della SAGAT spa”. In realtà, sarebbero ancora tante le opere che si potrebbero effettuare al fine di riportare la chiesa allo splendore di un tempo. “Purtroppo ormai non si finanziano più i piccoli interventi, preferendo ristrutturazioni più importanti. Senza contare che, salvo alcune eccezioni, attualmente i volontari del nostro gruppo sono ormai piuttosto avanti con l’età” concludono con un po’ di rammarico i membri, che però non hanno alcuna intenzione di arrendersi.


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