Caselle e la cerimonia per i Caduti senza Croce


Domenica 22 maggio, per il 5°anno consecutivo, si è svolta la commemorazione per le tante vittime delle due Guerre Mondiali rimaste senza sepoltura.

di Giada Rapa

Era il 2017 quando Matteo Iacovelli, all’epoca Presidente della Sezione AIDO di Caselle, proponeva di realizzare uno scrigno da disporre all’interno del cimitero, come simbolo per ricordare tutti i caduti delle due Guerre Mondiali che non hanno mai trovato degna sepoltura e le cui famiglie non hanno una bara sulla quale piangere.

Da quel momento, ogni anno nel mese di maggio si rinnova l’appuntamento per la commemorazione dei Caduti senza Croce: dopo due eventi svoltasi in forma ridotta a causa delle restrizioni imposte per il contenimento della pandemia, nella mattina del 22 maggio in tanti si sono ritrovati al cimitero per questa ricorrenza. Non solo associazioni locali –con i loro labari– e comuni cittadini, ma anche diversi membri del Consiglio Comunale dei Ragazzi e delle Ragazze, con in testa la mini-Sindaca Paola Simoniello. Una gradita partecipazione per Iacovelli che, introducendo questo momento, ha sottolineato come i giovani siano il sale del mondo. La parola è poi passata dalla Presidente della Sezione AIDO casellese, Sonia Bitetta, la quale ha ricordato l’impegno dell’associazione nell’onorare i caduti senza degna sepoltura, pur non essendo l’AIDO associazione d’arma.

Dopo un ringraziamento da parte della mini-Sindaca, è stata l’assessora alla cultura Erica Santoro a prendere la parola, sottolineando l’importanza di riconoscere i principi che le divise portano con sé. “Insegniamo ai nostri ragazzi a non avere paure delle divise, insegniamo loro che ci sono delle regole. Riscopriamo la parola onore” ha commentato, ricordando che “a Caselle c’è un posto per tutti coloro che non hanno un luogo in cui piangere i loro cari che non sono tornati dalla guerra”. In ultimo è intervenuta la Dirigente Scolastica di Caselle Giuseppa Muscato, che ha rimarcato la necessità di insegnare ai giovani l’importanza dei simboli e il drammatico momento storico che stiamo vivendo a causa del conflitto Russia-Ucraina. “La scuola c’è sempre, perché è un pilastro della comunità” ha concluso.

Al termine della manifestazione sono state lette alcune preghiere, come la Preghiera dell’Alpino, la Preghiera del Carabiniere e quella ai Caduti Senza Croce.


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