Caselle: grande interesse per la presentazione del libro di Luciano Violante


La serata, promossa dalle Sezioni ANPI di Caselle-Mappano e Leinì, in collaborazione con il mensile Cose Nostre, ha anche visto la partecipazione di Pino Masciari, Davide Mattiello e Mauro Esposito.

dalla Redazione

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Sala gremita -nel rispetto della normativa vigente- per la serata di presentazione del libro “Colpire per primi. La lotta alla mafia spiegata ai giovani”, scritto dall’ex magistrato ed ex Presidente della Camera dei Deputati Luciano Violante. Un evento organizzato dall’ANPI Caselle-Mappano Sezione “Santina Gregoris” e dall’ANPI Leinì, in collaborazione con il mensile locale Cose Nostre, presso la Casa delle Associazioni di via Madre Teresa di Calcutta

A intervistare Violante, insieme a Davide Mattiello -consulente della Commissione Parlamentare Antimafia ed ex-responsabile di Libera in Piemonte– è stato Elis Calegari, direttore del mensile casellese che quest’anno compie 50 anni dalla sua fondazione. L’introduzione della serata -che tra il pubblico ha visto anche la partecipazione dei testimoni di giustizia Pino Masciari e Mauro Esposito– è stata affidata a Marielisa Rinolfi, Vicepresidente dell’associazione “Progetto Caselle 2027”: un’associazione che ha nel tema della legalità uno dei suoi pilastri fondanti. “Il libro di Violante è una lettera aperta alle giovani generazioni” ha sottolineato la Rinolfi, ricordando anche che alcuni comuni della zona -come accaduto per esempio a Leinì nel 2021- sono stati sciolti per mafia.

Punto focale della serata sono state le ripercussioni di Cosa Nostra tra il 1992 e il 1993, a seguito della conclusione del maxiprocesso di Palermo di cui quest’anno ricorre il 30ennale: evento lontano dalla realtà delle giovani generazioni, ma che non deve essere dimenticato e che deve essere veicolato senza cadere nella “commemorazione sterile”, come spiegato da Mattiello. Impossibile non citare i magistrati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, senza dimenticare i ragazzi della scorta -morti anch’essi negli attentati di mafia- ponendo anche l’accento sul valore della cittadinanza attiva, perché “la democrazia ha bisogno di cittadini democratici che si impegnano” ha dichiarato Violante. Importante anche il tema dell’indifferenza -che si “sconfigge con l’autorevolezza delle scelte” ha ancora ricordato Mattiello. “La cosa peggiore è la retorica, che ammanta la verità, che nasconde i fatti e non li valorizza. Raccontare la verità è una fatica: bisogna conoscerla, connetterla e rendere l’altro partecipe di una storia. La retorica fa sentire l’altro un estraneo. Bisogna conoscere i fatti, dire come sono andate le cose, capire perché certe cose sono accadute. Essere cittadini è complicato, ma bisogna partecipare alla vita civile” ha concluso Violante.

Per coloro che sono interessati all’intervista integrale, questa è disponibile in streaming sulla pagina Facebook di “Progetto Caselle 2027”.


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