Borgaro e Caselle: le parrocchie si preparano ad accogliere la reliquia di San Carlo Acutis


Dal 31 gennaio all’8 febbraio le comunità religiose delle due città promuoveranno una settimana di fede, preghiera e incontri aperti a tutti..

dalla Redazione

Nato nel 1991 e scomparso troppo giovane nel 2006, Carlo Acutis è stato proclamato santo il 7 settembre 2025. Conosciuto come “il santo di Internet”, il ragazzo in vita ha saputo unire una fede semplice e profonda alla passione per l’informatica, mostrando come la santità possa essere vissuta nella vita di tutti i giorni. La sua testimonianza continua a parlare soprattutto alle nuove generazioni, che in lui riconoscono un esempio vicino, concreto e sorprendentemente attuale.

Le parrocchie dei Santi Cosma e Damiano di Borgaro e di Santa Maria e San Giovanni Evangelista di Caselle si preparano ora ad accogliere la sua reliquia, che sarà esposta dal 31 gennaio all’8 febbraio. La settimana sarà scandita da celebrazioni, adorazioni e momenti di preghiera dedicati a ragazzi, famiglie e all’intera comunità. Dopo i primi giorni a Borgaro – che vedrà uno dei suoi momento più significativi nella serata di venerdì 6 febbraio, con l’inizio delle “24 ore per il Signore” e un’adorazione animata dai giovani – la reliquia sarà trasferita a Caselle per il fine settimana conclusivo. Il cammino si chiuderà domenica 8 febbraio con una adorazione eucaristica trasmessa in diretta su Radio Maria e animata dai giovani della Comunità Cenacolo, realtà che accompagna ragazzi in percorsi di rinascita attraverso la vita comunitaria e la preghiera. La presenza delle reliquie di San Carlo Acutis è infatti strettamente legata a Radio Maria: la donazione ufficiale delle reliquie è avvenuta il 23 giugno 2025 ad Assisi, quando Antonia Salzano, madre di Carlo, ha consegnato due reliquie di primo grado, sottolineando il profondo legame spirituale tra il giovane santo e la radio.

“Accogliere la reliquia di San Carlo Acutis è per noi un grande dono – ha affermato il parroco don Alessandro Martini –. perché Carlo è un santo vicino, che parla il linguaggio dei nostri ragazzi e dei nostri giovani. La sua testimonianza ci richiama all’essenziale: mettere l’Eucaristia al centro della vita e riscoprire la gioia di una fede vissuta con semplicità, anche nel nostro tempo”.


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