LA RIFLESSIONE – Centro per l’Impiego di Cirié: nel 2017 in calo i contratti a tempo indeterminato


L’anno passato, nella nostra zona, sono aumentati gli avviamenti all’occupazione e il totale delle assunzioni a tempo determinato, anche se di queste non si conoscono le effettive ore lavorate. Il settore che offre più possibilità è quello dei trasporto, seguito dal comparto metalmeccanico.

di Giada Rapa

I Centri per l’impiego sono delle strutture attraverso le quali le Province e Città Metropolitane gestiscono ed erogano le funzioni ed i compiti relativi al collocamento della manodopera che ad esse sono stati attribuiti con il Decreto Legislativo 469/1997. Questi sono dislocati su tutto il territorio nazionale: solo in Piemonte sono 30 e alcuni di essi hanno sedi distaccate per essere più vicini alle esigenze di persone e aziende. Il Centro per l’Impiego della nostra zona è quello di Ciriè, situato in via Banna 14. La struttura si occupa principalmente di mettere in relazione domanda e offerta, rivolgendosi infatti sia ai soggetti in stato di disoccupazione, sia a datori di lavoro alla ricerca di personale. Ma anche di gestione del collocamento, preselezione, iniziative volte ad incrementare l’occupazione e prevenire lo stato di disoccupazione.

ALCUNI DATI SUI COMUNI DI ZONA – “Collaboriamo anche molto con il nostro territorio e con le scuole, ad esempio l’Istituto Doria di Cirié, ma anche con i Servizi Sociali” spiegano dal Centro ciriacese. Quest’ultimo, oltre a offerte di lavoro, si occupa anche di offerte di orientamento professionale e di proposte di corsi di formazione, nonché di richieste di documenti DID – Dichiarazione di Immediata Disponibilità -, Certificati e Stati di Disoccupazione, ma anche del REI, la nuova misura di Reddito di Inclusione Sociale e di Buoni per Servizio al Lavoro. Al momento, però, non è stato possibile per l’Ufficio fornire dati specifici sui singoli Comuni di Caselle, Borgaro, San Maurizio, Mappano e San Francesco al Campo. “Prima del riassetto istituzionale, la Provincia organizzava un Osservatorio Provinciale del Mercato del Lavoro, per permettere a ogni Comune, annualmente, di verificare l’utilizzo del Centro per l’Impiego dei propri cittadini. Attualmente è soltanto possibile comparare, in linea generale, i dati degli anni precedenti con quello appena passato”. Ecco quindi alcuni dati comparativi tra il 2016 e il 2017. In particolare, nell’anno appena concluso, sono aumentati gli avviamenti nei vari settori e sul totale delle assunzioni, senza però tenere conto delle effettive ore lavorate. Nella fattispecie, il 58,3% hanno riguardato i trasporti, il 15,8% la metalmeccanica, il 7,5% altra industria e il 4,6% commercio, seguito da chimica/gomma 3,7%, alberghi/ristorazione 2%, costruzioni 1,7% e sanità/assistenza 1,5%. Sono in crescita anche gli avviamenti che riguardano le donne, passati dal 15,7% del 2016, al 22,3% del 2017.

DIMINUISCONO I CONTRATTI A TEMPO INDETERMINATO – Le assunzioni a tempo indeterminato hanno rappresentato circa il 4,6%, in calo rispetto al 2016 quando, grazie anche allo sgravio contributivo ancora consistente, erano state dell’ 8,2%. Rispetto alla tipologia dei contratti, da segnalare l’incidenza del Contratto di Somministrazione sul totale, che era pari al 76,6% nel 2016, è salito fino all’83,1% nel 2017, facendo scendere dal 12,7% al 10,4%, nei campi in cui è stato possibile applicarlo, la percentuale di contratti a tempo determinato effettuati direttamente dalle aziende, L’apprendistato, invece, continua ad attestarsi su valori di marginalità passando dal 0,97% allo 0.7%.

LE PERSONE STRANIERE – Ultima considerazione riguarda le persone straniere: sul totale degli avviamenti si è passati dal 9,2% del 2016 all’8,1% del 2017. I cittadini romeni sono il 4,5% esattamente come nel 2016, e rappresentano gli stranieri più presenti sul mercato del lavoro territoriale. Resta bassa, ma costante. la presenza nelle assunzioni di albanesi e marocchini – 0,6% per entrambi i casi – a cui si aggiungono in particolare georgiani e pakistani, con percentuale di presenza di poco inferiore allo 0,5%, per entrambe le comunità.


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Giovanni D'Amelio