L’INTERVISTA – Loredana Devietti: “Sarà un’estate diversa e la città dimostrerà di essere viva”


Dopo i sindaci di Borgaro e Caselle, abbiamo parlato di questo periodo di emergenza sanitaria e sociale anche con quello di Ciriè. “Mi auguro che il peggio sia passato, ma è ora di pensare al presente e al futuro con ottimismo”.

di G. D’Amelio

Prosegue il nostro piano di interviste ad alcuni primi cittadini della zona per capire come le città stanno reagendo ad una pandemia tanto brutale quanto inaspettata.

Il Governo centrale dovrebbe stanziare risorse ai comuni per bilanciare le loro minori entrate avute negli ultimi mesi. Questi soldi sono arrivati? A livello economico e finanziario com’è la situazione della Città di Ciriè? Viste le diverse mancate entrate e i maggiori costi affrontati durante la pandemia, i nostri uffici stanno verificando la situazione dei conti. E’ chiaro che a tutti i comuni serve l’aiuto dello Stato. Qualche risorsa è arrivata, circa il 30% di quello che ci spetta, ma stiamo aspettando il resto. L’ANCI (l’associazione nazionale dei comuni italiani, ndr) ha comunicato che nelle prossime settimane dovrebbero essere stanziati altri 3 miliardi di euro da dare agli enti locali, ma si stima che ne servirebbero il doppio. Ad ogni modo, solo nei prossimi mesi potremmo avere una visione più chiara del nostro bilancio.

Anche tante famiglie sono alle prese per far quadrare i conti. Come amministrazione quali misure avete messo in campo per aiutare quelle maggiormente in difficoltà? Innanzitutto, grazie ai primi soldi messi a disposizione dal Governo, abbiamo provveduto a distribuire buoni spesa a 330 famiglie, per un totale di circa un migliaio di persone, Quasi tutti questi nuclei non erano seguiti in precedenza dai servizi sociali, quindi parliamo di persone che a causa del lock down si sono trovate subito in difficoltà. Un sostegno che continua ad andare avanti, perché con i soldi statali avanzati nei prossimi giorni, Caritas e Conferenza di San Vincenzo, consegneranno pacchi spesa ai più bisognosi. Con le risorse del Comune, invece, per venire incontro agli studenti che non avevano la connessione internet per la didattica a distanza abbiamo messo a disposizione delle SIM ricaricabili. Per dare una mano ai ciriacesi più esposti alla crisi, ci sono anche i quasi 12 mila euro di donazioni raccolti tramite il conto corrente dedicato del Comune.

Mentre il sostegno al commercio di prossimità? Per prima cosa, la riduzione della tassa rifiuti alle attività che sono dovute restare chiuse. Poi, l’esenzione al pagamento del suolo pubblico a tutti i negozi che vogliono ampliare il loro spazio di vendita tramite dehor o esposizione esterna della merce, anche se per ora ci sono poche le domande. La cosa più importante, però, è che abbiamo creato un pool tecnico di nostri dipendenti per capire le reali esigenze di commercianti ed imprese. Questo anche attraverso il confronto con le associazioni di categoria.

Centri Estivi per bambini e ragazzi. Si faranno? Abbiamo una forte volontà politica di farli, ma stiamo cercando di capire alla fine quanti gruppi organizzatori si metteranno a disposizione, quali i costi, quanti bambini e ragazzi si iscriveranno. Stiamo combattendo contro l’incertezza e la Regione Piemonte, almeno su questo argomento, non ci sta dando una mano. Di sicuro c’è che faremo il possibile per venire incontro alle esigenze delle famiglie e dei loro piccoli, mettendo a disposizione strutture e spazi comunali idonei.

Parliamo di contagi da Covid-19. Tutto sommato Ciriè ha avuto un numero contenuto di malati, dovuto soprattutto ai zero casi registrati nelle due residenze per anziani esistenti sul territorio. Fortuna o gestione accorta delle strutture? Sia la residenza Il Girasole e sia quella di via Biaume sono state blindate fin dall’inizio della pandemia, evitando così il diffondersi del virus al loro interno. Penso che entrambe abbiano agito con tempestività, sensibilità e professionalità per proteggere i rispettivi ospiti. Non nego che ci possa essere stato anche un pizzico di fortuna, che serve sempre.

L’Unione dei Comuni del Ciriacese e del Basso Canavese è stata una risorsa per affrontare questa emergenza? Non solo l’Unione, ma anche il confronto con sindaci di comuni non di zona. Tramite l’Unione abbiamo cercato di prendere decisioni simili su alcune misure da adottare, come la sanificazione degli arredi urbani, la distribuzione dei buoni spesa, l’organizzazione in zona di una consegna a domicilio di beni alimentari e di farmaci a chi era impossibilitato ad uscire.

In questi anni Cirié ha investito molto sulla cultura e lo sport. Che estate sarà per chi resta in città? Per via delle restrizioni, molte iniziative, rassegne e spettacoli non potranno essere promosse. Ma questo non vuol dire che non faremo nulla. Promuoveremo serate di teatro, di cinema, di cabaret e di iniziative a tema, perché la gente ha voglia di uscire e di divertirsi. Certo, con tutte le attenzioni del caso, tuttavia dovremmo allargare gli spazi ed avere fantasia e nuove idee. Sarà un’estate diversa, ma sono sicura che a luglio e agosto vedremo una città viva.

Il peggio è alle spalle? Mi auguro di si, ma è ora di pensare al presente e al futuro con ottimismo. Però sempre con responsabilità.


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Giovanni D'Amelio