LA RIFLESSIONE – Mappano Comune: quando si potrà davvero mettere la parola fine?


6Dopo il recente rinvio della sentenza del TAR sulla costituzione o meno del nuovo ente, gli uffici della Regione Piemonte e della Città Metropolitana di Torino proseguono il loro lavoro per raggiungere una soluzione condivisa con i comuni di Caselle, Borgaro, Settimo e Leinì.

di Giada Rapa e G. D’A.

Citando La storia Infinita sicuramente a molti verrà in mente il film diretto da Wolfgang Petersen, tratto dall’omonimo romanzo di Michael Ende. Un titolo che oggi ben si adatta alla vicenda di Mappano, un Comune non Comune che ogni volta vede sfumare la possibilità di una soluzione definitiva in termini di completo raggiungimento di autonomia amministrativa. Per fare una veloce cronistoria, negli anni, infatti, gli abitanti della cittadina (suddivisa territorialmente sui comuni di Caselle, Borgaro, Settimo, Leinì e Torino) hanno intrapreso una dura lotta per raggiungere questo fine e per ben due volte sono andati vicino a votare, tramite referendum consultivo, l’istituzione di una propria casa comunale: il 15 novembre del 2009 e il 18 aprile del 2010. Il diritto di voto, però, è stato loro negato in entrambi i casi attraverso le sentenze di sospensione del TAR del Piemonte (su istanza dei Comuni di Borgaro, Settimo e Leinì) che pur essendo state rigettate rispettivamente dal Consiglio di Stato e dalla Corte Costituzionale sono diventate di fatto un annullamento illegittimo delle consultazioni.

7Il comitato spontaneo di cittadini Mappano Comune, nato nel 1985, e attualmente guidato dal Presidente Francesco Grassi, non ha però mollato la presa ed è arrivato a chiedere un terzo referendum, andato questa volta a buon fine, che si è svolto l’11 novembre 2012, riportando la schiacciante vittoria del “SI”. Pochi mesi dopo, il 22 gennaio 2013, il Consiglio Regionale ha approvato tramite legge (la n.1/2013) l’istituzione del Comune di Mappano, che però è stato “congelato” il 18 aprile dello stesso anno per via di un ricorso avanzato al Tribunale Amministrativo dal Comune di Settimo, che oltre a questioni gestionali lamentava anche l’incostituzionalità della legge regionale (ipotesi bocciata dalla Corte Costituzionale con sentenza dell’11 giugno 2014).

8Circa un anno fa, per tentare di sbloccare questa situazione la Regione, tramite il suo Vicepresidente Aldo Reschigna, e la Città Metropolitana di Torino hanno istituito dei tavoli di lavoro permanenti per risolvere i principali punti di conflitto tra gli enti coinvolti e facilitare la nascita del nuovo Comune. L’obiettivi era (ed è) quello di trovare un accordo prima della sentenza definitiva del TAR, in un primo momento fissata per metà giugno 2016. Ma poco prima del raggiungimento della fatidica data, i legali della Regione Piemonte e della Città di Settimo, visto che il lavoro dei tavoli per trovare una quadra non ha ancora prodotto nulla per via della complessità della materia, hanno chiesto, e ottenuto, un nuovo rinvio a data da destinarsi.

Questa volta però dovrebbe, il condizionale è d’obbligo, essere l’ultima. Secondo le dichiarazioni dei primi cittadini di Borgaro e Caselle, Claudio Gambino e Luca Baracco, infatti, il compito dei tecnici (tra cui uno di parte nominato dai 4 comuni) che stanno studiando il caso sarà quello di guidare le amministrazioni attraverso la costituzione del nuovo Municipio, senza danneggiare gli altri enti. Un’ipotesi che a breve potrebbe diventare realtà, soprattutto considerando che la Regione dovrebbe dare, entro poco tempo, garanzie scritte a Settimo sulle richieste che hanno dato luogo al ricorso in tribunale e che formalmente tiene la situazione in stand by.

Sarà davvero questa la volta buona? Mappano vedrà entro l’anno, come si sbilancia qualcuno, la luce alla fine del tunnel?


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