Mappano e le storiche votazioni dell’11 giugno: ecco l’opinione di alcuni cittadini


Sorpresa e gioia, ma anche tanta preoccupazione per il gran lavoro che dovrà essere fatto per far funzionare  il neo municipio.

di Alberto Mancuso

Mappano – Manca ormai una settimana all’11 giugno, giorno in cui i mappanesi sceglieranno per la prima volta il “loro” Sindaco e i 12 membri che faranno parte del Consiglio Comunale. Una possibilità in bilico fino a giovedì 1 giugno, giorno dell’ordinanza del TAR che ha respinto i ricorsi di sospensiva dei Comuni di Borgaro e Leinì, un provvedimento accolto da diversi cittadini con un misto di sorpresa e gioia, senza dimenticare il senso di responsabilità che un Comune richiede. Siamo andati a sentire le loro opinioni in merito alle prossime “storiche” elezioni, anche se in diversi non hanno commentato questo imminente passaggio, anzi alcuni neanche sapevano che ci sono le elezioni.

“Finalmente” è l’avverbio che maggiormente viene utilizzato dai molti mappanesi, che commentano la decisione del Tribunale Amministrativo Regionale, quasi a voler scrollarsi di dosso il peso di una possibile, nuova bocciatura che rischiava di bloccare per l’ennesima volta il voto di una comunità intera. Tra i vari “il sogno è diventato realtà” e altre manifestazioni di euforia, arrivate anche attraverso l’uso di megafoni, c’è il tempo per tornare coi piedi per terra e analizzare gli scenari del prossimo futuro. In questo senso Giancarlo, mappanese da una vita, parla del vantaggio di spendere sul territorio i soldi delle tasse e tributi pagati dai cittadini e, allo stesso tempo, sostiene: “Chi si assumerà il primo incarico ne avrà molte di cose da fare, amministrare un Comune non sarà facile per nessuno. Immagino che la questione del decoro urbano sarà sicuramente una delle cose che si potranno fare nei primi tempi.” C’è poi chi, come il giovane mappanese Stefano, parla dell’importanza dei rapporti con i paesi cedenti: “Penso a Mappano come ad una piccola azienda, non ci si può permettere di sbagliare con un cliente, collega o concorrente. Non c’è stata una reale sinergia di forze tra i candidati Sindaco, l’importante è andare oltre e che si cerchi il bene comune per il paese”. Più pragmatica una commerciante di strada Cuorgné “l’importante è che non mi aumentino ancora di più le tasse”, mentre quasi infastidito si dichiara Giovanni, pensionato, secondo il quale “non c’era bisogno di fare un altro Comune”, un’opinione più soft rispetto a quella di Giuseppe secondo il quale “bisognava accorpare in un unico ente Borgaro, Caselle e Mappano”.

È giusto, a prescindere dalle considerazioni sui tanti problemi da affrontare (piano regolatore, viabilità, sicurezza), abbandonarsi all’euforia generale di questi giorni (soprattutto dei politici in campagna elettorale) in cui la vera autonomia entra nella vita della gente. Ma è giusto anche aprire per i prossimi anni dei canali di mediazione istituzionali efficaci per evitare che la burocrazia affossi in lungaggini e contenziosi la crescita di Mappano Comune (ma anche la sostenibilità dei comuni cedenti) e questo a prescindere dal nome che uscirà dalle urne il prossimo 11 giugno.


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Giovanni D'Amelio