Mappano: si parla di Bilancio di Previsione e DUP, l’opposizione per protesta lascia l’aula


Durante il Consiglio Comunale svoltosi venerdì 22 dicembre, i gruppi di minoranza, compatti, hanno deciso di abbandonare l’aula durante la votazione. “Finora si sono solo incrementate le cadreghe”.

di Giada Rapa

alcuni membri della maggioranza consiliare

Mappano – “Questo bilancio certifica i passi indietro rispetto alla gestione del CIM, nessun nuovo servizio, nessun nuovo dipendente, molte iniziative venute meno e  il controllo del territorio totalmente assente”. È questa l’idea, ben poco gratificante, che i gruppi di opposizione si sono fatti in merito al Documento Unico di Programmazione (DUP) 2017-2019 e il relativo Bilancio di Previsione che l’amministrazione mappanese ha portato in Consiglio Comunale il 22 dicembre per l’approvazione. Approvazione non accordata dai membri di minoranza, che anzi hanno deciso di abbandonare l’aula durante le votazioni dopo aver chiesto di rimettere in discussione il bilancio. “Per oltre 20 anni abbiamo dovuto lottare per avere maggiori investimenti e servizi e tutto questo ha creato legittime aspettative l’11 giugno 2017. A 6 mesi dalla nascita dell’ente il primo conto economico redatto con evidente e insostenibile ritardo rispetto alle istanze di noi cittadini, prevede zero euro per garantire una migliore qualità della vita e un corretto sviluppo del territoriosono state le principali osservazioni provenienti dalle coalizioni guidate da Valter Campioni, Roberto Tonini e Luigi Gennaro.

l’opposizione mentre abbandona l’aula

A poco sono bastate le spiegazioni dell’assessore Davide Battaglia. “Il bilancio si basa su un triennio, è di previsione ed è stato strutturato seguendo una visione minimalista. È basato sul 2017, ma dal prossimo anno si inizieranno già a vedere i risultati delle scelte politiche. Le previsioni verranno ovviamente aggiornate di anno in anno”. Queste parole e quelle del Sindaco Francesco Grassi, in linea con il suo assessore, però, che non hanno calmato gli animi. “La principale scelta presa da questa amministrazione – hanno ancora accusato le minoranze – è stata l’incremento del  numero delle  cadreghe con  conseguenti costi diretti, indiretti e gettoni di presenza: assessore esterno, Presidente del Consiglio Comunale, Consulente per il Controllo di gestione, 16 posti in commissioni non necessari, che andranno a pesare sulle tasche dei mappanesi. Rispetto ai suddetti costi il bilancio previsionale 2017/2019 e il DUP non rispettano chiaramente il principio di invarianza di spesa enunciato dal dispositivo della Corte dei Conti”. E sul concetto dell’invarianza di spesa si è soffermato Grassi. “La legge parla di trasferimento di personale da parte dei comuni cedenti, ma da questi c’è stato solo un comportamento scorretto iniziato già nel 2013 quando c’era il Commissario Prefettizio. Non sfugga inoltre che due dei comuni con cui dobbiamo collaborare hanno ancora pendente al TAR un ricorso per l’abolizione della legge che ha istituito il Comune di Mappano”.

Il Sindaco ha addossato quindi la colpa ai comuni cedenti – Borgaro e Caselle in particolare -, mentre il consigliere di opposizione Tonini ha consigliato al primo cittadino di “smettere di fare la vittima e di iniziare ad essere più collaborativo per il bene dei mappanesi”. Sempre Tonini, poco prima di abbandonare l’aula, ha sottolineato che, se il DUP fosse stato approvato, l’opposizione avrebbe mandato gli atti alla Corte dei Conti. Ma la minaccia è caduta nel vuoto e DUP e Bilancio di Previsione sono stati comunque approvati, con Grassi che ha ringraziato assessori e consiglieri per essersi assunti questa responsabilità.


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