Mappano: nella Giornata della Donna la storia di Ipazia, simbolo della libertà d’espressione


Nella serata di ieri 8 marzo, si è tenuta una serata informativa sulla vita di questa figura straordinaria, uccisa dal fanatismo religioso, che è diventata anche l’occasione per riflettere sui diritti odierni dell’universo femminile.

dalla Redazione

Mappano – In occasione dell’8 marzo, la Biblioteca del CIM di piazza Don Amerano ha organizzato una serata particolare per far conoscere la storia di Ipazia d’Alessandria, brillante filosofa, astronoma e matematica, barbaramente uccisa da un gruppo di fondamentalisti cristiani. Un evento che è iniziato con la consegna dell’opera Ritratto di Ipazia d’Alessandria dell’artista Eugenio Musacchio, scoperta dall’assessore al Decentramento di Borgaro, Marcella Maurin, dal presidente CIM Valter Campioni e dal Sindaco di Caselle Luca Baracco. “Ho voluto vestirla di rosso perché è il colore dei martiri” ha spiegato Musacchio, che ha ammesso di essersi molto documentato sulla storia della donna al fine di poterla ritrarre al meglio.

A raccontare la storia di Ipazia è stata la studiosa Valeria Massa. “Ipazia ebbe una grande fortuna e al contempo una grande sventura. Ebbe la fortuna di nascere ad Alessandria d’Egitto, crocevia della cultura ellenica e orientale. Grazie al padre venne avviata alla cultura diventando, in giovane età, esperta di filosofia e astronomia. Ma a questa buona sorte fu contrapposta una disgrazia: doversi scontrare con il fondamentalismo cristiano del patriarca di Alessandria, Cirillo. Nonostante l’apertura al confronto della donna, infatti, dall’altra parte non si accettava un pensiero che non fosse quello cristiano. Ipazia credeva in una forza che risiede nella natura e per questo venne invitata a rinnegare queste sue affermazioni. Al suo rifiuto venne messo in piedi un piano per distruggerla. Un gruppo di feroci integralisti la ammazzarono, smembrando il suo corpo. Pare addirittura che le vennero cavati gli occhi. Ipazia fu annientata, cancellata dalla storia e di lei non si parlò più per secoli. Ma la cosa che più sconcerta è che, nonostante questi avvenimenti, Cirillo fu fatto santo” ha raccontato la studiosa.

Tra gli interventi quello di Roberto Canella, bibliotecario, che ha introdotto la serata, quello di Antonio Zappia, che ha approfondito le tematiche culturali e religiose legate alla storia di Ipazia, e quello di Giada Rapa, Direttrice di SullaScia.net, che ha invitato alla riflessione sulla Giornata Internazionale della Donna.


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