Mappano: un libro per riflettere sulle relazioni in presenza di violenza


Il romanzo, scritto a quattro mani da Francesca Longobardi e Stefano Peiretti, affronta il tema difficile e purtroppo sempre attuale della violenza sulle donne. Portando un messaggio importante: quello di non voltasi dall’altra parte.

di Giada Rapa

Mappano – Un libro particolare, presentato nella serata di venerdì 11 gennaio in sala Lea Garofalo, presso il palazzo comunale di piazza Don Amerano, grazie all’impegno dell’associazione Liberi Tutti. Parliamo di Non sono come tu mi vuoi, un’opera, scritta a quattro mani da Francesca Longobardi e Stefano Peiretti, che affronta il tema, sempre attuale, della violenza sulle donne, attraverso gli occhi di un uomo, Luca.

Luca è un vitellone -racconta Peiretti- un ragazzo che pensa allo studio all’Università, alla sua passione per la Juve e a divertirsi come tutti i ragazzi della sua età. Non ha mai realmente affrontato una tematica importante. Quando rivede la sua amica Elena dopo diverso tempo, nota che il suo aspetto è completamente diverso. Con quell’incontro Luca cambia. Frequentando Elena il ragazzo cerca di capire, anche se non ci riesce appieno”. E sebbene Peiretti sia un po’ la voce maschile del racconto, anche in Francesca Longobardi c’è tanto di Luca. “Questo libro nasce da un’urgenza espressiva, nel momento in cui la violenza si è affacciata al mio privato in maniera inaspettata, quando una persona a me vicina si è ritrovata a vivere questa situazione. Mi sento un po’ Elena nel suo essere sensibile e non indifferente, ma allo stesso tempo mi sento anche un po’ Luca, perché proprio come lui all’inizio ero incredula, facevo fatica a comprendere la sofferenza di questa persona nonostante il mio lavoro di assistente sociale. Mettere i miei pensieri nero su bianco mi ha permesso di immergermi ulteriormente nella violenza, divenendo allo stesso tempo neutrale rispetto alla situazione”. “Non sono come tu mi vuoi” infatti, non è solo una storia -per fortuna a lieto fine– sul tema della violenza. È un libro che parla soprattutto di relazioni: relazioni mancate, relazioni mancanti, relazioni ritrovate. Di rapporti connotati da affetto e vicinanza e di altri fatti di violenza e indifferenza. Un libro che ci spinge a riflettere sull’importanza di non voltarsi dall’altra parte, di fare le domande giuste e di non giudicare. Perché, sebbene supportata, Elena non è immune dai giudizi di coloro che la supportano.

Durante la serata sono stati trattati anche altri temi, come quello dell’isolamento e della violenza, che sia essa fisica, sessuale, psicologica o economica. “La violenza è molto più diffusa di quanto si immagini ed è un fenomeno assolutamente trasversale. In questo caso, purtroppo, non esistono disparità rispetto a titoli di studio, età, nazionalità e classe sociale” ha commentato l’assessora regionale Monica Cerutti -che si è anche occupata dell’introduzione del libro- ricordando come la Regione Piemonte abbia istituito un fondo a sostegno delle spese legali per le vittime che denunciano. Presente alla serata anche Stefano Francescon, coordinatore nazionale della campagna #iocisono. “A volte diamo i diritti civili come qualcosa di assodato, ma occorre invece un lavoro costante. L’emergenza della violenza contro le donne non può passare inosservata, perché troppo spesso il silenzio è assordante”. Non cadere nella trappola del silenzio è infatti il primo passo per contrastare la discriminazione e l’indifferenza.


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