“Borgaro è una città vivibile, nonostante la vicinanza di un grosso campo nomadi”


Intervista a Roberto Macchioni, Comandante dei Vigili Urbani di Borgaro da settembre 1999 a dicembre 2012, poi Vicecomandante della centrale operativa NET di Settimo Torinese e da febbraio di quest’anno nuovamente responsabile della sezione cittadina.

di Giovanni D’Amelio

Roberto Macchioni, responsabile della sezione Polizia Locale di Borgaro

Roberto Macchioni, responsabile della sezione Polizia Locale di Borgaro

Entro fine anno i vari comuni aderenti al NET dovrebbero tornare nuovamente titolari delle funzioni di Polizia Locale. Al momento come siamo messi organizzativamente? Allo stato attuale, formalmente, il comando di Borgaro non esiste, al pari di quelli di Caselle, San Mauro e Settimo, perché è solo una sezione distaccata della centrale unificata con sede a Settimo. Nel momento in cui i comuni riacquisiranno le proprie funzioni in materia tornerà ad esistere il corpo di Polizia Locale della città. Praticamente per ora non è cambiato nulla rispetto alla nascita del comando unico NET.

Cosa risponde a tutti quei cittadini che lamentano una scarsa presenza dei vigili in strada? Io ho riscontri numericamente diversi sugli interventi compiuti e sulle sanzioni elevate. C’è un presidio costante del territorio, sia di pattuglia sia di viabilità appiedata, suffragato dal numero di verbali compilati. Sulla sicurezza, però, c’è da considerare che il nostro servizio inizia alle ore 7 e termina alle 20 e tendenzialmente i reati di un certo tipo, come i furti in casa o gli atti vandalici, avvengono in tarda serata o in nottata, quando di servizio ci sono solo i carabinieri. Posso dire quindi che nell’arco della giornata interveniamo su tutte le segnalazioni che ci arrivano e non ci sono grosse problematiche da sottolineare.

Parliamo di pianta organica. La legge prevede un Vigile ogni mille abitanti, vale a dire 14 solo a Borgaro. Voi quanti siete? Siamo in nove, quindi teoricamente ce ne mancherebbero tre o quattro. L’amministrazione comunale è intenzionata ad assumere un nuovo agente, o forse due, nei prossimi mesi, ma il numero rimane sempre inferiore alle esigenze reali di copertura e di controllo del territorio anche nelle ore serali. Ad aggravare questa situazione di scarse risorse c’è anche il fatto che, fino a quando esisterà il comando unificato NET, tre volte a settimana devo distaccare un dipendente all’ufficio verbali di Settimo, un altro è in servizio permanentemente a Mappano e un’altra collega fa solo sportello interno.

In questi giorni, per via di alcuni fatti di cronaca, si parla molto di Vigili Urbani e TSO, i Trattamenti Sanitari Obbligatori. State seguendo un protocollo? La normativa sul TSO è chiara e dice che sono le forze di Polizia che dovrebbero dare supporto e ausilio all’autorità sanitaria. Ma più delle volte per compiere questa operazione dobbiamo intervenire noi della Polizia locale, anche se non è nelle nostre competenze. A mischiare un po’ le carte è stata una circolare ministeriale di qualche anno fa che sostiene che siccome l’ordinanza di TSO la firma il Sindaco devono essere i Vigili ad occuparsene. I sindacati sono sul piede di guerra in questo senso. Noi comunque compiamo una decina di TSO all’anno e non abbiamo mai avuto grosse problematiche.

Quali sono secondo lei le criticità che maggiormente soffre il territorio? Per essere una realtà alle porte di Torino non avviso grosse problematiche. A volte i social network amplificano certe situazioni che poi non hanno riscontro a livello di segnalazione e di denunce presentate. Tutto sommato Borgaro è ancora una cittadina vivibile, nonostante la vicinanza di un grosso campo nomadi come quello di strada dell’Aeroporto.

Date ancora supporto al bus 69 nell’ambito di Linea Sicura predisposta da GTT? Diamo appoggio su richiesta in caso di grossi eventi, ma è parecchio che non veniamo interpellati.


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Giovanni D'Amelio