Tommaso Villani: “Spero di cuore che quello che è successo a me non accada ad altri”


01122015386Nonostante la brutta avventura vissuta qualche mese fa, l’ex assessore borgarese, oggi Vicepresidente della Pro Loco, non ha perso la forza d’animo e la sua consueta allegria.

di Giada Rapa

Borgaro – Alla domanda “Come si sente adesso”, Tommaso Villani, detto Tommy, risponde con una battuta, citando il film di Paolo Villaggio “Io speriamo che me la cavo”. L’ex assessore zoppica ancora e il volto è affaticato, ma vederlo tra le vie di Borgaro è un buon segno. La terribile esperienza che Villani ha dovuto affrontare è iniziata poco meno di tre mesi fa con quella che sembrava una banale influenza, seppure piuttosto aggressiva.

“Avevo una forte influenza, ma a differenza del solito mi sentivo le gambe davvero pesanti. Poi nel giro di pochi giorni i polpacci mi hanno ceduto, non riuscivo più a muoverli. Sono andato in pronto soccorso dove mi hanno fatto le analisi di routine, ma non hanno riscontrato altro che i valori dei globuli bianchi alterati. Non essendoci i presupposti per un ricovero, sono stato rimandato a casa. È solo grazie a un amico di famiglia, primario di Pietra Ligure, che oggi posso raccontare la mia esperienza”. Grazie infatti ai suggerimenti del dott. Giuseppe Tabbasso, Villani si è recato nuovamente al pronto soccorso, questa volta al Regina Margherita, per richiedere nuove analisi ricercando positività alla Sindrome di Guillain-Barrè.

Una sindrome davvero rara che provoca una paralisi progressiva e che se non presa in tempo può portare alla paralisi a vita o alla morte a causa di complicanze del sistema respiratorio. Dopo l’immediato ricovero, per 20 giorni Tommy è rimasto completamente paralizzato, potendo muovere solo gli occhi e la bocca. “È stata un’esperienza davvero difficile, soprattutto perché, essendo una malattia rara, non sapevo contro quale bestia avrei dovuto scontrarmi. Quando ho iniziato a stare meglio e ho cominciato la riabilitazione mi avevano prospettato di non riuscire a riprendere una buona funzionalità delle gambe prima di sei mesi o un anno. Invece, grazie alla mia forza di volontà e ai bravissimi fisiatri che mi hanno seguito, a distanza di 70 giorni sono già qui”, spiega con un largo sorriso.

E la brutta esperienza lo porta anche a interrogarsi sui continui tagli della sanità. “Purtroppo le strutture non sono più in grado di fare gli opportuni approfondimenti. La mia speranza è che quello che è successo a me non accada ad altri, ma mi chiedo: senza l’amicizia con il dott.Tabbasso, che ringrazio pubblicamente, quale fine avrei fatto?” Ora Villani è guarito, anche se dovrà fare controlli periodici e continuerà con la fisioterapia. “Attualmente sono al 50%, ma con il tempo dovrei recuperare completamente. Ringrazio anche la mia famiglia, gli amici e l’amministrazione comunale per la vicinanza dimostratami in questo periodo”.


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