Il 25 Aprile a Borgaro tra musica, canti e teatro


Circa centocinquanta le persone che hanno partecipato alla manifestazione. Pochissime le associazioni presenti. Piccola polemica per la presenza nel corteo di una bandiera del PD.

di G. D’A.

La bandiera della discordia

La bandiera della discordia

Borgaro – In linea con gli altri anni, le celebrazioni della Festa di Liberazione hanno visto la partecipazione di diversi cittadini e la quasi totale assenza dell’associazionismo locale, per una manifestazione che si è retta principalmente grazie all’impegno dei rappresentanti del Centro di Didattica Musicale che hanno animato l’intera mattinata con musica, canti e performance teatrali.

La giornata si è aperta in piazza Europa, con la cerimonia dell’alzabandiera davanti al Palazzo Municipale. Il momento solenne è stato accompagnato dalle notte dell’inno di Mameli eseguito dalla Filarmonica di Borgaro. A seguire ha preso il via il corteo che si è diretto verso la chiesa del centro storico., dove don Stefano Turi ha  officiato la santa messa. Nell’omelia, il parroco ha sottolineato l’importanza del valore della libertà per creare una società migliore, del rischio della deriva populista che si sta intensificando sull’Europa e del bisogno per i governi di trovare una strada condivisa sul tema dei profughi, perché, citando una frase di Papa Paolo VI, “la politica è la più alta forma di carità”.

Al termine della funzione, la parata istituzionale ha raggiunto piazza Vittorio Veneto dove è stato posto un omaggio floreale davanti alla lapide dei caduti. Il clou della mattinata si è tenuta nella piazzetta di viale Martiri della Libertà, davanti al Monumento alla Resistenza, per le orazioni ufficiali. Mario Bertino, Presidente dell’ANPI di Borgaro, nel suo breve intervento ha sostenuto che è principalmente compito delle scuole trasmettere la memoria alle giovani generazioni “perché il 25 aprile è una data fondamentale per la nascita della democrazia in Italia”. Sulla stessa linea il Sindaco Claudio Gambino, che ha invitato i presenti a riflettere sul sacrificio di tanti giovani partigiani che sono morti per la libertà del loro paese. “Anche Borgaro ha fatto la sua parte, e sono stati tanti i cittadini che hanno dato una mano ai partigiani per combattere i nazi-fascisti”. A seguire i ragazzi del laboratorio di teatro del Centro Didattica Musicale hanno presentato una piccola performance di uno spettacolo sulla Resistenza che sarà recitato integralmente il 6 giugno duranti i saggi della scuola. Il corteo ha poi ripreso il suo cammino, toccando ancora il Monumento a Tutti i Caduti di via Settimo e il Mausoleo dei Caduti Partigiani del cimitero di via Leinì, dove si è chiusa la mattinata celebrativa.

L’evento ha avuto anche una coda polemica per la presenza nel corteo di una bandiera del Partito Democratico vicino al gonfalone della Città e ai labari di alcune associazioni. All’unisono le opposizioni consiliari del Gruppo Latella e Movimento 5 Stelle, ed extra consiliare di Marco Gravina hanno sollevato il caso, giudicando inappropriata questa presenza, almeno nelle vicinanze delle rappresentanze istituzionali. Gambino ha sminuito il caso sostenendo “che la bandiera c’è sempre stata”.


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Giovanni D'Amelio