Fallout 1986: una serata per riflettere su Chernobyl e le radiazioni nucleari


CASELLE – Sabato scorso si è svolto un incontro organizzato dall’associazione AEGIS per ricordare il disastro della centrale ucraina avvenuto esattamente 30 anni fa.

di Alessia Sette

1Nella serata del 30 aprile, nella sala Fratelli Cervi di via Mazzini 60, si è tenuto l’evento “Fallout 1986, Chernobyl: yesterday, today, tomorrow” per ricordare l’anniversario del disastro alla centrale nucleare ucraina avvenuto 30 anni fa. La serata è stata presentata da Monica Barba, Nadia Bergamini e soprattutto da Ernesto Scalco, che dopo due viaggi, sul luogo ha organizzato e gestito per anni l’accoglienza dei bambini provenienti da quelle zone.

I relatori hanno raccontato e spiegato cosa significhi ancora oggi vivere in un posto contaminato dalle radiazioni facendo riflettere su quanto sia importante puntare ancora l’attenzione su una tragedia che potrebbe ripetersi. Avvalendosi anche di una mostra, di relazioni e di libri, l’appuntamento ha acceso la luce sugli effetti delle radiazioni,  quell’assassino invisibile, che continua a mietere vittime, causando in primis il cancro alla tiroide, ma che sembra non spaventare troppo quelli che ancora vivono nelle zone più contaminate e si nutrono di cibi altrettanto radioattivi.  Durante la serata è stato poi proiettato un film/documentario sulla situazione attuale raccontato da Massimo Bonfatti e diretto da Marco Leopardi, che ha mostrato come la vita lì continui, nonostante tutto, raccontando anche il caso di Dyubaylov, cittadina in cui sono attivi uno sportello e una Banca della memoria dove i cittadini vengano informati e possono lasciare le loro testimonianze per far conoscere la realtà del posto.

“Un’iniziativa ben riuscita – ha dichiarato Davide Vottero, Presidente di AEGIS, alla fine della serata – grazie  all’ottima panoramica fornita dai relatori sul periodo interessato dal disastro, sulla dinamica dell’incidente e sulla situazione della popolazione bielorussa ed ucraina, con particolare attenzione sui bambini. Ringraziamo naturalmente anche Ida Brachet Contul, Presidente dell’associazione Progetto Chernobyl per l’impegno notevole che ha profuso negli anni per ospitare i bimbi delle zone contaminate, il Sindaco Luca Baracco e il pubblico presente”.


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Alessia Sette