Intitolazione giardino di via Cirié alle vittime delle Foibe? Gambino è per il Ni


1La richiesta sarà avanzata questa sera dal Gruppo Latella durante il Consiglio Comunale. La maggioranza vuole dare un nome a tutti gli spazi verdi tramite un concorso di idee.

di G. D’Amelio

Borgaro – È previsto stasera, martedì 9 febbraio, alle ore 20.30 il primo Consiglio Comunale cittadino del 2016. L’assise si aprirà con la surroga del consigliere dimissionario del Movimento 5 Stelle Piero Calza, con il sostituto Alessandro Carozza. L’ordine del giorno prevede anche il punto sulle comunicazioni, interpellanze ed interrogazioni, l’approvazione della presa d’atto del programma di rigenerazione urbana dell’area di via Lanzo, e la discussione di una mozione presentata dal Gruppo Latella in merito all’intitolazione del giardino di via Ciriè alle vittime delle Foibe, il cui giorno del ricordo verrà celebrato domani 10 febbraio.

“La nostra intenzione – commenta il Sindaco Claudio Gambino – è chiedere al gruppo di minoranza di ritirare il provvedimento perché è nostra intenzione lanciare un concorso di idee per dare un’intitolazione a tutte e sei le aree verdi esistenti in città. Naturalmente Latella, Ferricchio e Sciandra potranno proporre i loro nomi aderendo all’iniziativa. In pratica – conclude il primo cittadino – non vogliamo dare il nome solo ad un giardino, ma a tutti”. Stasera vedremo quale sarà la risposta della coalizione di centro destra.

foibeIL GIORNO DEL RICORDO – Con una legge del 2004 la Repubblica Italiana ha istituito il 10 febbraio come “Giorno del ricordo in memoria delle vittime delle foibe, dell’esodo giuliano-dalmata, delle vicende del confine orientale” e ha concesso “un riconoscimento ai congiunti degli infoibati”. Scopo del riconoscimento è “conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale”.  La terribile pagina di storia a cui fa riferimento il Giorno del Ricordo è quella che interessò i territori dell’Istria a partire dall’autunno del ’43, subito dopo l’armistizio, fino al 1947, dove furono rastrellate, deportate e uccise migliaia di persone, per lo più italiani, dai partigiani dell’esercito di Tito. I soldati slavi gettarono nelle foibe (fosse rocciose profonde fino a 200 metri) centinaia di cittadini italiani considerati “nemici del popolo“. Ma fu nel 1945, durante i quaranta giorni dell’occupazione jugoslava, dall’ingresso di Tito fino all’arrivo delle truppe anglo – americane a metà giugno, che la carneficina delle foibe raggiunse il suo apice. Furono arrestati e giustiziati fascisti, anti-fascisti e partigiani, cattolici ed ebrei, uomini, donne, vecchi e bambini, industriali, agricoltori, pescatori, poliziotti e carabinieri, militari e civili, secondo un disegno che prevedeva l’epurazione attraverso torture, fucilazioni e infoibamenti.


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Giovanni D'Amelio