IL PARERE – Il divorzio, gli assegni di mantenimento o alimentari e la libertà di stato


Torna dopo una settimana di stop la nostra rubrica sui consigli di natura legale. Questa domenica parliamo dello scioglimento del matrimonio e dei suoi effetti.

di Silvia Nieddu

L’art. 149 del codice civile stabilisce che lo scioglimento del matrimonio può avvenire per morte di uno dei coniugi e negli altri casi previsti dalla legge, come il divorzio. E’ opportuno premettere che separazione e divorzio operano come rimedi alla crisi del rapporto matrimoniale, con funzioni che rimangono diverse; la separazione, che determina la sola attenuazione del vincolo coniugale, identifica una situazione di crisi familiare che può alternativamente sfociare nella ripresa della convivenza o nel suo definitivo venir meno. Il divorzio, invece, dovuto all’irreversibile frattura del consorzio familiare, comporta lo scioglimento del matrimonio (civile) o la cessazione degli effetti civili del matrimonio concordatario (cioè il matrimonio canonico trascritto al quale lo Stato riconosce, a certe condizioni, effetti civili), e la perdita dello “stato di coniuge”. La separazione legale costituisce la causa statisticamente più frequente di scioglimento del matrimonio.

La legge 898/1970 stabilisce che il divorzio può essere domandato da uno dei coniugi quando sia stata pronunciata la separazione giudiziale, con sentenza passata in giudicato. La separazione consensuale può essere presentata personalmente dai coniugi, senza l’assistenza dell’avvocato; invece, per quanto concerne la separazione giudiziale (cioè della lite) e il divorzio, bisogna farsi assistere da un legale. In ogni caso, anche in fase di separazione consensuale con presenza di figli minori, sarebbe più opportuna l’assistenza del patrocinio legale. Il coniuge economicamente più debole avrà diritto alla corresponsione di un assegno di mantenimento o di un assegno alimentare: il primo consente il mantenimento di uno stile di vita simile a quello che aveva in costanza di matrimonio, mentre il secondo provvede solo ai mezzi di sussistenza e alla soddisfazione dei bisogni primari e necessari. Principale effetto del divorzio è il riacquisto per ciascun coniuge della libertà di stato. Il passaggio in giudicato della sentenza e la sua annotazione nei registri dello stato civile consentono infatti ad entrambi di contrarre nuovo matrimonio, fatto salve alcune eccezioni.

Per saperne di più potete contattare il 339 6200867 o scrivere all’indirizzo mail: nieddu.servizigiudiziari@tim.it


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Giovanni D'Amelio