MONDO ANIMALE – Il DIABETE MELLITO


Torna a grande richiesta la rubrica domenicale dedicata ai nostri amici cani e gatti. A curarla e a dare consigli utili una dottoressa veterinaria che opera sul territorio.

di Arianna Cannella

Il diabete mellito è una delle patologie endocrine più comuni tra i nostri animali da compagnia, spesso correlata ad uno stile di vita caratterizzato da poca attività fisica e da un’alimentazione eccessivamente calorica. La patologia è causata da una carenza assoluta o relativa di insulina, unico ormone ipoglicemizzante presente anche nel nostro organismo, ed in base a questo il diabete si può differenziare in: diabete mellito insulino-dipendente (IDDM), che si verifica quando si ha una riduzione nella secrezione o nella produzione di insulina, diabete mellito non insulino-dipendente (NIDDM) che si riscontra quando è presente una resistenza periferica tissutale all’azione dell’insulina.

SEGNI CLINICI – Uno dei primi segnali di cui si accorge il proprietario dell’animale è l’aumento della sete, che è conseguenza dell’aumento dell’urinazione, spesso così elevata che il proprio animale  incomincia ad urinare in casa o in luoghi inappropriati. Si verifica anche un aumento dell’appetito, che nel corso dell’avanzare della patologia si può associare  ad una diminuzione di peso. Altri segni sono la cataratta, causata dall’accumulo di zuccheri come fruttosio e sorbitolo, l’insorgenza di infezioni, urinarie o in altri distretti, e con l’aggravarsi della malattia, soprattutto se la patologia non viene trattata , la comparsa di chetoacidosi che il proprietario può intuire per la comparsa di odore di acetone nel fiato.

DIAGNOSI – Nel cane la diagnosi è relativamente semplice, consiste nel riscontro di iperglicemia (aumento oltre i livelli normali di glucosio nel sangue) e glicosuria (presenza di glucosio nelle urine). Per quanto riguarda il gatto, è un pochino più complesso poiché in questa specie un fatto stressogeno, anche la semplice visita dal veterinario, può causare tali alterazioni, per cui quando si riscontrano bisogna approfondire le indagini diagnostiche analizzando le fruttosamine che danno un’indicazione dell’andamento della  glicemia nei giorni precedenti il prelievo. Il diabete può essere conseguenza o concomitante ad altre patologie, per cui è molto importante effettuare delle diagnosi approfondite in caso di sospetto o di diagnosi di questa patologia.

TRATTAMENTO – La terapia consiste nella somministrazione a vita di insulina, in modo da permettere al paziente un discreto controllo dei livelli ematici di glucosio, un’alimentazione a base di proteine, carboidrati complessi e fibre, il tutto associato ad un aumento dell’attività motoria. Nel gatto oltre all’insulina si possono utilizzare degli ipoglicemizzanti orali e un’alimentazione particolarmente ricca in proteine: infatti il gatto è un carnivoro stretto, e tollera male una dieta ricca in carboidrati, soprattutto se semplici. Un aspetto molto importante di cui tener conto è l’ipoglicemia conseguente ad un’eccessiva somministrazione di insulina, ad una abbassamento della glicemia o al digiuno. I segni associati all’ipoglicemia sono variabili:  da sbalzi di umore, agitazione, sonnolenza, tremori spasmi muscolari, crisi convulsive. E’ molto importante che il proprietario impari a riconoscere tali segnali, perché un’ipoglicemia grave può portare a rischio di vita l’animale; in tal caso si deve somministrare immediatamente sulle gengive del miele o dello zucchero, quindi bisogna portarlo dal veterinario per il controllo della glicemia.


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Giovanni D'Amelio