Da Legambiente 5 misure concrete per ripensare alla mobilità post Covid-19


“La ripartenza delle città ha bisogno di soluzioni green coraggiose per la mobilità, in modo da garantire sicurezza dai contagi e ridurre inquinamento e emissioni di gas serra”.

dalla Redazione

Mezzi pubblici più sicuri attraverso monitoraggi,controlli e tornelli per contingentare gli ingressi e garantire le distanze di sicurezza. Più bici e nuove piste ciclabili nelle aree urbane replicando, ad esempio, il modello vincente della Bicipolitana di Pesaro e le esperienze che arrivano da diverse città del mondo. Rafforzamento della sharing mobility -con auto soprattutto elettriche, bici, e-bike, scooter elettrici e monopattini- attraverso accordi con le imprese per avere più mezzi in città e in più quartieri a costi molto più contenuti, nonché invitando i cittadini a rottamare l’auto e scegliendo la mobilità sostenibile e i bonus green. E infine incentivi per lo smart working, avviando un dialogo con il Governo per prevedere dei vantaggi fiscali per le aziende e i lavoratori che decidono di puntare su lavoro agile e sul mobility management di comunità.

Sono queste le idee che Legambiente sta proponendo, attraverso una lettera inviata ai sindaci delle città e al presidente dell’ANCI Antonio Decaro per ripensare alla mobilità in città post Covid-19. Misure attuabili in pochi mesi, con risorse relativamente contenute e alcune già disponibili, perché si tratta di attuare provvedimenti già contenuti in leggi dello Stato. “Le nostre città -spiega Stefano Ciafani, Presidente Nazionale di Legambiente- possono essere un fantastico banco di prova per dimostrare che si può cambiare il mondo in meglio, sperimentando le vie green verso nuovi modelli di sviluppo. Con queste 5 misure che proponiamo oggi ai sindaci, milioni di lavoratori, studenti e famiglie potranno muoversi da subito in maggiore sicurezza e libertà contribuendo a ridurre le emissioni di gas serra. Per far ciò è indispensabile un impegno da parte di tutti, cittadini, sindaci, società di trasporto e governo consapevoli che il Paese, oltre ad un decreto Cura Italia, ha bisogno anche di provvedimenti che mettano al centro le città e i comuni perché è da qui che bisogna prima di tutto ripartire”.

Torino, ma il Piemonte tutto, è triste epicentro dell’emergenza smog da tempo immemore” aggiunge Giorgio Prino, Presidente di Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta. “Il lockdown deve diventare l’occasione per una nuova partenza, per riconoscere finalmente il fallimento delle vecchie ricette, per una nuova mobilità sostenibile che garantisca sia la sicurezza sanitaria che la riduzione dell’inquinamento atmosferico e delle emissioni inquinanti, aspetti di cui vi sono sempre più evidenti connessioni”.


Commenti

commenti