Flash-mob contro il virus: alcuni polemizzano, ma sarà un problema se più nessuno parteciperà


Non tutti gradiscono chi dai balconi mette musica, improvvisa cori o batte le pentole per farsi sentire. Gli psicologi, però, affermano che queste iniziative servono contro l’ansia e per esorcizzare la paura.

di G. D’Amelio

Contro il maledetto virus, anche nei comuni di zona, soprattutto a Borgaro, nei giorni scorsi si sono tenuti dei flash-mob che in alcune circostanze hanno richiamato parecchi partecipanti, i quali da balconi e finestre hanno applaudito, messo musica, cantato, lanciato cori e anche pregato. Il tutto poi messo sui social con foto e video, mietendo tanti like, love e wow. Immancabilmente, però, dagli stessi social si sono levate anche delle critiche e post di disapprovazione per queste iniziative, sostenendo che non c’è niente da festeggiare in un triste momento come questo, chiedendo quindi una silenziosa riflessione personale e collettiva.

Vero, stiamo vivendo una catastrofe, ma, a mio giudizio, è fuorviante pensare che questi “ritrovi improvvisi” abbiamo una finalità festaiola. E’ molto più pacifico, invece, affermare che la gente, proprio in un momento buio come l’attuale, dove per ovvie ragioni è precluso uscire, svagarsi, incontrarsi, parlarsi faccia a faccia, abbia bisogno di “stringersi a corte“, di unirsi in un gesto compiuto nella e dalla massa per sentirsi meno sola, per darsi coraggio, per dimostrare tutta la voglia che ha di uscire in fretta da questo tunnel. Non a caso gli stessi balconi e finestre sono accompagnati da disegni e scritte riportanti lhashtag #andràtuttobene.

D’altronde, lo affermano anche diversi psicologi: di questi tempi i flash-mod servono contro l’ansia e per esorcizzare la paura. Inoltre fanno riscoprire il patriottismo che c’è in noi. Per questo l’inno di Mameli è “la canzone” più gettonata, seguita dalla speranzosa Volare” di Domenico Modugno (” E volavo, volavo felice più in alto del sole”), e l’italianissima “Il cielo è sempre più blu” di Rino Gaetano (“Chi vive in baracca, chi suda il salario, Chi ama l’amore e i sogni di gloria”).

Tuttavia, sempre secondo il mio modesto giudizio, il punto non sono le critiche di qualcuno, che, ci possono pure stare, ma se queste manifestazioni non ci fossero o, peggio ancora, se nessuno più uscirà sui balconi nei prossimi giorni Forse vorrebbe dire che ci siamo arresi, che lo sconforto ha prevalso. L’oblio.

Un invito a tutti, quindi, di affacciarci al balcone al prossimo flash-mob, guardare il cielo Azzurro e immaginare, come Adriano Celentano,: “E allora, io quasi quasi prendo il treno e vengo, vengo da te; il treno dei desideri nei miei pensieri all’incontrario va”.


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Giovanni D'Amelio