LA RIFLESSIONE – Borgaro, città di rotonde e di civiche onorificenze


L’articolo che segue è già stato pubblicato come fondo nell’ultimo numero cartaceo di SullaScia.net. Abbiamo pensato di riproporlo on line e di chiedervi come la pensate in merito.

di Giovanni D’Amelio

Assegnazione onorificenze civiche 2015

Assegnazione onorificenze civiche 2015

Borgaro – Da tre anni a questa parte, durante la festa patronale di settembre, l’amministrazione comunale conferisce la civica onorificenza “a persone o enti, istituzioni o associazioni operanti nella città per il meritevole impegno profuso in un arco di tempo almeno triennale, nell’interesse del bene comune o per un’azione benemerita che abbia suscitato vasta eco” si legge nel regolamento. Un riconoscimento, quindi, di alto senso civico, che però quest’anno, a mio avviso, ha perso molto significato per via di alcune scelte più che discutibili. Può sembrare a primo avviso una questione secondaria, ma, fermo restando che i problemi “vivi” della gente sono altri, personalmente ritengo che quando le istituzioni pubbliche smarriscono l’autorevolezza istituzionale (scusate il gioco di parole), il fatto diventi a sua volta un problema primario. Non si può chiedere ai cittadini più senso civico quando è il soggetto stesso che lo richiede ad essere confuso sul suo significato. L’onorificenza civica deve essere un motivo d’orgoglio per tutti gli abitanti che vedono nell’individuo o nel gruppo a cui è stato assegnato, un simbolo positivo da imitare. Un valore prezioso da esaltare, che invece nel caso di Borgaro viene quasi declassato su un palchetto festante e distribuito a destra e a manca in maniera superficiale e sproporzionata.

Quest’anno sono state quattro le onorificenze civiche conferite, che si vanno ad aggiungere alle sei riconosciute nei due anni precedenti. Ma non sarebbe più logico darne una sola (riservando magari altre modalità di premiazione per i soggetti che si ritiene si siano distinti durante l’anno nel loro ambito d’azione) e far si che l’assegnatario diventi quel simbolo di cui scrivevo prima per un anno intero e non solo per i cinque minuti di celebrità vissuti durante l’assegnazione? Nell’ottica di questo ragionamento, e senza nulla togliere all’associazione Insieme per l’Handicap e a Giuseppe De Venuto, di cui nutro per entrambi stima e simpatia, quest’anno solo la Croce Verde meritava questo fregio. Per non parlare del CDM, dove, è una mia opinione, si è toccato il fondo. Da quando in qua si nomina associazione benemerita una scuola di musica che impartisce lezioni a pagamento (a prezzi di mercato) utilizzando una struttura pubblica (l’ex centro giovani di Cascina Nuova) pagando un affitto che fa ridere i polli? Dov’è il bene comune? Dove la vasta eco? E, colmo dei colmi, su un’autocandidatura. Si perché per prendere la civica onorificenza borgarese ci si può autonominare. Spetterà in seguito ad un’apposita commissione, in parte estratta a sorte (come nelle lotterie), decidere a maggioranza. Così ogni cittadino può segnalare un suo amico e sperare nella bontà dei commissari. E non essendo stato fissato nessun limite, ogni anno si potrebbero insignire decine e decine di “persone, o enti, istituzioni o associazioni operanti in città”.

Con il rischio, scomodando Shakespeare, “di scambiare segni da nulla per assegni bancari”.

 


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