Il Tribunale di Ivrea iscrive nel registro degli indagati alcuni esponenti del PD borgarese


I motivi del provvedimento riguardano l’utilizzo di palazzo civico per scopo di partito e uso improprio della telefonia mobile e fissa a spese dei contribuenti . Gambino: “Barrea, Ponchione e Casotti hanno sempre lavorato nell’interesse dei cittadini”.

di Giada Rapa

2Quattro esponenti del PD borgarese sono finiti nel registro degli indagati dal Tribunale di Ivrea. Ad affermarlo in un comunicato stampa, senza fare però i nomi, è la forza di opposizione del Gruppo Latella. “Tre di loro siedono ancora nei banchi dell’attuale maggioranza” spiegano gli esponenti di centro destra, che hanno dato il via a queste indagini. “Poco più di un anno fa – scrivono nella nota Marco Latella, Cristiana Sciandra e Alessandro Ferricchio  – avevamo lamentato una serie di fatti posti in essere dalla maggioranza in danno dei diritti e degli interessi dei cittadini borgaresi, quali l’utilizzo del Palazzo Comunale per scopi di partito e l’utilizzo della telefonia mobile e fissa a spese dei contribuenti!”. Una situazione considerata assolutamente inaccettabile e che ha spinto il Gruppo Latella a rivolgersi alle autorità competenti, ovvero Procura della Repubblica e Corte dei Conti, esponendo loro i fatti e producendo una dettagliata documentazione a sostegno di quanto affermato.

A distanza di circa un anno dalle prime rimostranze da parte della coalizione di minoranza, ora il Tribunale di Ivrea ha deciso di iscrivere nel registro degli indagati 4 appartenenti alla sezione locale del Partito Democratico. “Alla luce di ciò, riteniamo di poter presupporre che i nostri dubbi non erano così infondati! – continua il comunicato – A questo punto non ci resta che attendere l’esito delle indagini e le decisioni della Magistratura per fare e far fare ai cittadini le valutazioni del caso!”.

“È difficile commentare una notizia che dovrebbe essere riservata – ha commentato il Sindaco di Borgaro Claudio Gambino – perché la vera notizia è che Latella lo sappia prima degli indagati stessi. Vincenzo Barrea, Giuseppe Ponchione e Gianluigi Casotti hanno sempre lavorato nell’interesse dei cittadini e non ho alcun dubbio sulla loro trasparenza. Devo però fare un’amara constatazione. La politica deve essere fatta per il bene pubblico e non contro qualcuno per acrimonia personale. Credo che questo modo di agire, soprattutto in una città come Borgaro, sia tutt’altro”.


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