Borgaro: alla scoperta di un piccolo Museo che ricorda la Prima Guerra Mondiale


Si trova nella sede Alpini di via Stura ed è uno dei pochi, se non l’unico, a essere stato creato da un piccolo gruppo della sezione.

di Giada Rapa

museo-alpini-2Borgaro – Non tutti ne sono a conoscenza, ma in città esiste un piccolo pezzo di storia legata alla Prima Guerra Mondiale. Presso la sede locale dell’Associazione Nazionale Alpini, in via Stura 2, è infatti possibile visitare un Museo, ovviamente di dimensioni ridotte, con molteplici reperti legati al conflitto del 1915-1918. Il Museo è stato realizzato alla fine degli anni ’80 da due grandi appassionati di reperti, il Cavalier Bruno Baldi e dall’aiutante alpino Piero Marchis, scomparso alla fine di ottobre e che amava essere chiamato “Peter”.

La maggior parte dei reperti sono stati rinvenuti nella zona dell’Ortigara, sull’Altopiano di Asiago e rendono il Museo uno dei pochi, se non l’unico in Italia, a essere stato creato da un piccolo gruppo della sezione. I reperti sono davvero tanti: dalla suole degli scarponi, ai ramponi da ghiaccio, alle pallottole, passando attraverso orologi, mantelle e altri oggetti personali. Ci sono anche diverse foto che ritraggono le portatrici carniche, ovvero le donne che durante la guerra portavano i viveri ai militari. Tra queste anche l’immagine di Maria Plotzer Mentil, unica donna alla quale sia stata dedicata una caserma. Non mancano aneddoti simpatici, di cui uno piuttosto recente: l’anno scorso una piccola borgarese, venuta a visitare il Museo in occasione del IV Novembre per cercare delle foto del suo bisnonno, ne ha ritrovato le fasce gambiere.

Nel parco della sede è inoltre possibile ammirare le statue di un Alpino, di un’Aquila e di un Cappello, realizzati dal Gruppo di Cesuna saldando pezzi di granate. Per chiunque volesse visitare questo piccolo Museo che racchiude un pezzo di storia che non deve essere dimenticato, può recarsi tutti i pomeriggi – escluso il lunedì – presso la sede delle Penne Nere.


Commenti

commenti