Borgaro: intervista a Renato Liprandi, il burbero Augusto De Marinis di Camera Cafè


L’attore sarà in scena il 25 e il 26 novembre presso l’Hotel Atlantic con la commedia “Uno sconosciuto con mia moglie” dove interpreta Massimo, direttore di un giornale. E svela di essere molto diverso da entrambi i personaggi.

di Giada Rapa

Borgaro – Renato Liprandi, noto soprattutto per il ruolo di Augusto De Marinis nella divertente sit-com Camera Cafè, è un artista eclettico. Liprandi infatti non è solo attore, ma anche scrittore e drammaturgo, con una passione per queste forme artistiche – la recitazione in particolar modo – che inizia fin da bambino. Un amore che ha radici lontane, proprio come spiega lui stesso. “Durante l’infanzia, mia madre aveva l’abitudine di registrare alla radio, con il registratore a nastro, le recite di Vittorio Gassman, come il famoso monologo di Marco Antonio tratto dal Giulio Cesare di Shakespeare. Monologo che imparai a memoria all’età di 8 anni. A 25 anni, essendo portato per la recitazione, ho iniziato a seguire un corso di dizione e fare degli spettacoli amatoriali. Una passione a cui ho attinto, non senza fatica”, spiega Liprandi, che infatti prima di intraprendere la carriera di attore lavorava come disegnatore meccanico per la Lancia. Proprio da questa esperienza ha trovato “le basi” per dare corpo a uno dei personaggi più amati/odiati: il direttore De Marinis. “Si ispira a un capoufficio autoritario, burbero e scorbutico, a cui però ho dato mie sfumature personali pur avendo De Marinis poca attinenza con la mia persona, se non quando si arrabbia” scherza l’attore torinese.

In questi giorni, Liprandi sarà al Teatro Atlantic di via Lanzo a Borgaro, con la commedia “Uno sconosciuto con mia moglie” dove interpreta Massimo, direttore di un giornale sposato con una donna di circa 20 anni più giovane. “Massimo è un uomo serio e puntuale nell’affrontare il suo lavoro, a causa del quale lascia spesso la moglie sola. Vista la differenza d’età tra i due, Massimo è un po’ geloso, soprattutto perché convinto che lei abbia un amante pur decidendo di chiudere un po’ gli occhi su questa possibilità. Una sera per una serie di equivoci, Massimo tornerà a casa e sorprenderà la moglie con uno sconosciuto accanto” racconta Liprandi, spiegando anche che, in questo caso, l’unica analogia tra lui e Massimo è la serietà sul lavoro. “Ho sempre dato il massimo nell’interpretare i miei personaggi, anche per una forma di rispetto verso il pubblico”. E proprio il contatto diretto con il pubblico porta Liprandi a preferire il teatro alla Tv anche se, confessa “lavorare nel cinema è bello perché la gente ti riconosce per strada”.


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