Truffe: occhio al formaggio sardo


Anche in zona opera una coppia di ambulanti con un furgoncino che vende del pecorino, ma che bara sul peso. Il racconto di un malcapitato borgarese.

dalla Redazione

Di recente, a Borgaro si sono verificate delle piccole, ma odiose truffe a scapito di alcuni cittadini gabbati da un paio di venditori ambulanti di formaggio. “In negozio entra un tipo corpulento sulla quarantina con forte accento sardo – racconta un commerciante di via Caselle – per chiedermi se volevo del pecorino della sua terra. Li per li gli ho chiesto a quanto lo vendeva. Mi risponde tra i 17 e i 20 euro al kg. Allettato dal prezzo gli ordino 2 chili. Esce e da li a poco arrivato un uomo esile con un furgone bianco, tipo Fiorino, che mi taglia due pezzi e li pesa con una di quelle bilance di una volta, e mi chiede 80 euro. Dico che mi sembra caro, ma lui afferma che sono oltre 2 kg e mezzo e che lo vende a 28 euro al chilo“.

“Gli rispondo – prosegue il malcapitato – che il suo collega aveva parlato di 17 euro al chilo! A questo punto telefona al socio, si scambiano due parole e mi dice che il suo amico si è sbagliato. Protesto e gli faccio capire che per due spicchi di formaggio non ho alcuna intenzione di dargli 80 euro, quando ne avrei voluti spendere 35/40 al massimo. Allora lui, per nulla turbato, mi dice che ormai il formaggio è tagliato e che non può più rivenderlo. Alla fine, mi chiede 60 euro e glieli do. Una volta andato via, mi reco in panetteria per farmi pesare il pecorino: un chilo e settecento grammi.. E lui mi aveva detto che erano quasi tre chili, Esco dalla panetteria e vedo i farabutti che stavano cercando di fregare un altro signore. Sono rimasto un attimo ad aspettare, per dirgliene quattro, ma poi ho preferito lasciar stare…”.

Storia simile anche per un altro anziano borgarese che a differenza del commerciante ha sporto regolare denuncia ai Carabinieri di Caselle.


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Giovanni D'Amelio