Borgaro: l’emozionante storia di Giorgio Perlasca raccontata dal figlio Franco


Adulti e studenti hanno ascoltato con attenzione le parole dell’uomo e di sua moglie, Luciana Amadio. Un incontro organizzato dall’Istituto Comprensivo nell’ambito del percorso della Memoria Storica.

di Giada Rapa

NUMERO DI MARZO IN FORMATO DIGITALE LEGGI IL GIORNALE / SCARICA IL GIORNALE

Uno scritto del Talmud di Babilonia, testo cardine della cultura ebraica, recita così: “esistono sempre al mondo 36 Giusti, nessuno sa chi sono e nemmeno loro sanno d’esserlo, ma quando il male sembra prevalere escono allo scoperto e si prendono i destini del mondo sulle loro spalle e questo è uno dei motivi perché Dio non distrugge il mondo. Finito questo periodo hanno la capacità e l’umiltà di tornare tranquillamente alla vita normale di tutti i giorni, non raccontando nulla di quanto fatto, per un semplice motivo: ritengono d’aver fatto solo il proprio dovere di uomini, nulla di più e nulla di meno”.

Un “giusto tra le nazioni” è stato Giorgio Perlasca, la cui storia straordinaria è stata raccontata alle famiglie e agli studenti e alle studentesse dell’Istituto Comprensivo di Borgaro dal figlio Franco e dalla nuora Luciana Amadio. Un racconto mai emerso in famiglia fino a quando, nel settembre 1987, i coniugi Eva e Pal Lang – in occasione di un viaggio organizzato – si sono recati a Padova per rintracciare Perlasca, l’uomo che gli aveva salvato la vita. Nella Budapest occupata dai nazisti, infatti, Perlasca ha deciso di non voltarsi dall’altra parte, e fingendosi il Console Spagnolo Jorge – “lui che non era né Console, né spagnolo, ma solo un semplice commerciante di carni” – ha ricordato il figlio Franco, ha rilasciato più di 5.200 salvacondotti per evitare la deportazione agli ebrei ungheresi e alloggiarli in case protette.

“Una storia che è importante conoscere – ha commentato la Dirigente Scolastica Lucrezia Russo – per ricordarci che nella vita dobbiamo sempre fare il nostro dovere morale. Non dobbiamo mai voltarci dall’altra parte, perché l’indifferenza è il nostro nemico più grande. Occorre fare la scelta giusta, anche se al momento sembra quella più difficile: ma sarà proprio quella che vi renderà orgogliosi”. E dell’importanza di fare la scelta giusta ha parlato anche il sindaco Claudio Gambino, ricordando che oggigiorno troppo spesso, di fronte a forme di sopruso, non solo non si interviene, ma si tende anche a filmare l’evento con il proprio cellulare. “Questo è ancora peggio dell’indifferenza. Non dobbiamo diventare eroi, ma nel nostro piccolo possiamo fare del nostro meglio per combattere le ingiustizie. Noi crediamo in voi: non siete il futuro, ma il presente”.

Presente anche lo storico Davide Aimonetto, intervenuto in più occasione per parlare ai giovani della Shoah. Quest’ultimo ha sottolineato la straordinaria figura di Perlasca, il cui primo libro dedicato – scritto da Enrico Deaglio – porta il titolo de La Banalità del Bene. “Un titolo quasi ridicolo, che in realtà ribalta quello della più famosa opera La Banalità del Male. Così come il male, che risiede dentro ciascuno di noi, può diventare banale se inserito in un sistema, lo stesso può dirsi del bene. Non voltatevi mai dall’altra parte” ha concluso rivolgendosi ai ragazzi.


Commenti

commenti