Consiglio Comunale: circonvallazione e soggiorni marini nella mezz’ora dei cittadini


CASELLE – Maria Pia Bellorini e Elena Manzo sono due donne che risiedono in città. Le loro problematiche sono state esposte pubblicamente all’assemblea che si è riunita qualche giorno fa.

di Cristiano Cravero

Maria Pia Bellorini

Maria Pia Bellorini

Due storie molto diverse tra loro, ma che hanno in comune il disagio e quel senso di impotenza che spesso mette i cittadini davanti alle rigide regole burocratiche, percepite dalla gente come veri e propri paradossi. Storie che sono approdate lunedì scorso a Palazzo Mosca prima dell’inizio dell’assise consiliare. La prima l’ha esposta da Maria Pia Bellorini e riguarda il divieto per chi partecipa ai soggiorno marini comunali per i pensionati di chiedere la camera singola, nemmeno se la persona soffre di gravi e documentati disturbi ed è disposta a pagare la differenza di prezzo.

“Dal 2010 – ha spiegato Bellorini – sto conducendo una battaglia per poter partecipare ai soggiorni marini per pensionati, ma non ho ottenuto finora alcun riscontro. Per motivi di salute avrei bisogno di una camera singola. Dal Comune mi sono sentita rispondere di rivolgermi a un’agenzia. Credo che la socializzazione debba avvenire durante il giorno e non in orari notturni, quando, per determinati problemi, è possibile disturbare il sonno della compagna di stanza. Ritengo che sottoporre la questione pubblicamente possa essere d’aiuto anche ad altre persone con patologie documentabili”. A queste parole ha replicato l’assessore alle Politiche Sociali Angela Grimaldi. “Il Comune acquista un pacchetto di soggiorni, con conseguente abbassamento dei costi. Per contro non è prevista la sistemazione in camera singola. Purtroppo, non intratteniamo un rapporto diretto con l’albergo, ma solo con le agenzie”.

Elena Manzo

Elena Manzo

La seconda storia, invece, è legata alla realizzazione della circonvallazione di Caselle. “Il progetto di quest’opera –  ha raccontato Elena Manzo davanti al Consiglio Comunale – raserà al suolo il polmone verde creato, in anni lavoro, di fronte a casa mia. Una variante avrebbe permesso di salvaguardare l’area verde, eliminando la curva a gomito che passa sulla mia proprietà. Negli incontri con il Sindaco Luca Baracco non ho ricevuto risposta, percependo, invece, l’indifferenza più totale verso la questione. Quest’atteggiamento mi ha deluso moltissimo. Peccato, poi, che lo stesso progetto sia stato variato nel primo tratto, su richiesta di altri proprietari. Presenterò ricorso al TAR”. Chiamato in causa, a rispondere p stato lo stesso Baracco. “Comprendo il disagio della famiglia Pavarano – ha sottolineato il primo cittadino – ma il compito dell’amministrazione è trovare soluzioni a lungo termine ai problemi di viabilità collettivi. Non parlerei d’indifferenza. Perché la richiesta in questione è stata portata al tavolo della Città Metropolitana. Non si è voluto spostare il tracciato al fine di non creare una zona troppo ampia, interclusa tra il centro abitato e la strada, scongiurando l’ipotesi di altro consumo di suolo. Proprio per questo morivo – ha concluso il Sindaco – c’è stata una modifica nella parte più a sud. Il tracciato gira vicino al Bennet, utilizzando un pezzo di viabilità già esistente per non cementificare ulteriormente”.


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Giovanni D'Amelio