Caselle: un weekend per dire “No” alla violenza sulle donne


Venerdì mattina hanno manifestato per la città circa 600 ragazzi dell’Istituto Comprensivo. Sabato pomeriggio è invece stata la volta degli adulti.

di Giada Rapa

Due eventi. Due giornate con diversi protagonisti. Un denominatore comune: dire “No” alla violenza contro le donne. Per far comprendere che il femminicidio o lo stupro sono soltanto la punta di un iceberg fatto di violenza fisica -come uno schiaffo- ma anche economica e soprattutto psicologica. Per far capire che la voglia di possesso e di controllo sull’altro non sono amore. Perché l’amore è prima di tutto rispetto verso l’altro/l’altra.

La città di Caselle da circa 3 anni è particolarmente impegnata su questo argomento, organizzando la manifestazione Liber* di Muoversi, che si pone l’obiettivo di sensibilizzare su questa tematica, purtroppo sempre attuale, e allo stesso tempo raccogliere fondi per associazioni che si dedicano a questo argomento. Quest’anno l’evento è stato “diviso” su due giornate: inizialmente avrebbero dovuto svolgersi domenica 24 e lunedì 25 novembre, ma il maltempo della settimana ha costretto gli organizzatori -la Commissione e l’Assessorato Pari Opportunità, il Comitato Territoriale UISP Ciriè Settimo Chivasso e molteplici associazioni del territorio- a rinviare a venerdì 29 e a sabato 30 novembre.

La prima giornata ha visto protagonisti circa 600 ragazzi e ragazze dell’Istituto Comprensivo di Caselle, che hanno illustrato le proprie riflessioni, in alcuni casi decisamente più d’impatto e profonde di quanto la loro età indurrebbe a pensare. Nella seconda giornata sono invece stati gli adulti a scendere per le vie della città, in un percorso particolare, intramezzato da alcune rappresentazioni teatrali per veicolare messaggi importanti e per sensibilizzare sulle diverse sfumature della violenza, tra cui quella assistita, ovvero quella che subiscono indirettamente i bambini che si trovano ad assistere a maltrattamenti familiari.

In entrambe le giornate, un momento molto intenso è stato l’accensione della Fiaccola Olimpica, simbolo non soltanto dell’importanza dello sport e dei valori sani che esso trasmette, ma anche come veicolo di luce per portare attenzione verso tutte quelle donne la cui vita è stata spenta. E l’impegno di Caselle non si ferma qui: fino a marzo si terranno infatti diversi incontri per dialogare sui vari aspetti della violenza: da quella domestica a quella nel linguaggio, passando per quella sul lavoro per terminare con quella in guerra.


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