Dopo una piccola anteprima durante il Settembre Casellese, l’opera è andata in scena in occasione degli eventi per la Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Violenza contro la Donne.

dalla Redazione
Due storie vere che si intrecciano e che ci mostrano in concreto come il potere dell’empatia, del dialogo, della delicatezza e dell’ascolto possano ricostruire da dentro i buchi di due cuori feriti dalla violenza. Lo sa bene Peter, in fuga dalla guerra dell’Isis in Africa, che viene accolto in una scuola acrobatica a Torino, e insieme a Chiara, vittima di violenza psicologica, fa luce sul significato del vivere, con risolutezza, entusiasmo, tenacia e delicatezza. Una storia che racconta di anime e vite diverse che si incontrano, si comprendono, e si tuffano nella libertà superando insieme i limiti e le paure per restare in equilibrio. Lo spettatore diventa il testimone di un accadimento umano che va oltre l’intrattenimento e verrà guidato in un viaggio emotivo in cui ritroverà anche se stesso, perché ognuno nel suo piccolo ha bisogno di un po’ di ener(gioia) da tenere a portata di mano nelle tasche nei momenti di sconforto.
Sono questi gli ingredienti di “Niente di Personale”, romanzo della casellese Doriana De Vecchi, che ha debuttato anche come spettacolo teatrale in una suggestiva rappresentazione multi-artistica. Un evento che ha unito teatro, improvvisazione, fotografia e video presso il teatro Sala Scicluna -a Torino– grazie alla collaborazione del Centro Antiviolenza Unione Donne del Terzo Millennio, il Circolo Fotografico Casellese e la compagnia teatrale NdP composta dalla stessa De Vecchi e da Anna Rita Andreola, Roberto De Lucia, Daniela Di Girolamo, Luigi Martinotti, Ilaria Romeo, Laura Saturnino e Gerry Siracusa. L’accurata ricerca fotografica che ha trasformato il libro in una mostra -esposta dal 20 al 26 novembre- è stata condotta da 23 fotografi che non hanno semplicemente scattato delle fotografie, ma hanno individuato e approfondito 8 tematiche tra cui l’importanza e la percezione del tempo, la capacità di comunicare attraverso i 5 sensi, il distanziamento sociale, l’immigrazione e la solidarietà.
Sempre nell’ambito della rassegna “L’arte, la conoscenza e la cultura del convivere duale per contrastare ed eliminare la violenza di genere”, in occasione delle iniziative legate al 25 novembre, il venerdì in questione e sempre in Sala Scicluna è andato in scena l’evento “Una Voce nel Silenzio”, durante il quale la mostra fotografica “Niente di personale” si è trasformata in un momento di riflessione condivisa. In tale contesto, tutti i partecipanti hanno potuto soffermarsi su alcuni temi chiave quali la libertà, l’istinto, l’empatia, il tempo e l’equilibrio della consapevolezza. Non sono mancate le poesie improvvisate ispirate alle parole fornite dal pubblico e grazie all’interazione con i presenti. “In questa società in cui ci sono migliaia di IO e milioni di MIO, tutti noi, spettatori e attori di questa vita, possiamo ritrovare il nostro sentire umano all’unisono. Allora sì, possiamo ridere e piangere insieme, assieme. La libertà è un gradino da superare, oltrepassato il quale si può rincominciare a volare. Lo dobbiamo tutti a noi stessi, quel gradino, ma a volte non abbiamo la forza di guardarlo, di superarlo e di viverlo. Ognuno di noi può essere quella voce che spezza il silenzio, e ritrova la propria libertà, quella che ci meritiamo” ha commentato l’autrice.

