La Croce Verde Torino, i 45 anni della sezione Borgaro-Caselle e la forza del volontariato


L’ente centrale, che compie 115 anni di fondazione, ha organizzato qualche giorno fa, presso l’Arsenale della Pace del Sermig di Torino, un convegno dal titolo: “Covid e volontariato – Il mondo del volontariato dinanzi alla pandemia: testimonianze e considerazioni”.

di Mauro Giordano

Proseguono i festeggiamenti per il 45esimo di fondazione della Croce Verde Torino, sezione Borgaro-Caselle. Dopo la serata incontro di fine aprile al CineTeatro di Cascina Nuova, sabato 21 maggio si è tenuto un concerto serale in piazza della Repubblica, sempre a Borgaro, curato dal gruppo Teen Agée. Il giorno successivo, al Teatro Alfieri di Torino, presenti anche il Sindaco di Torino e di Caselle, il Prefetto e altre autorità, si è tenuta la premiazione di tutti i militi, volontari e dipendenti, appartenenti all’associazione.

Tanti i momenti toccanti, a partire dalla grande commozione che si è creata quando è stato assegnato il premio alla memoria di Massimo Melis, dipendente dell’ente, brutalmente assassinato pochi mesi orsono, di cui le cronache ci hanno ampiamente informato. Altro momento importante è stata l’assegnazione della Medaglia d’oro “Olivetti” all’intero Corpo Militi della Croce Verde Torino. Questa la più importante onorificenza prevista dalle norme costitutive ed assegnata per il grande impegno ed abnegazione dei militi in tempo di pandemia.

Sulla scia dei festeggiamenti, ricordiamo che anche la Croce Verde Torino, compie 115 anni di fondazione, il successivo 25 maggio presso l’Arsenale della Pace del Sermig di Torino si è tenuto un convegno dal titolo: “Covid e volontariato – Il mondo del volontariato dinanzi alla pandemia: testimonianze e considerazioni”. Introdotto dal Presidente CVT, Mario Paolo Moiso, e moderato dal Vicepresidente Vincenzo Sciortino, il dibattito ha subito interessato l’intera sala attraverso le parole del professor Fabrizio Pregliasco, Presidente Nazionale dell’ANPAS. Il Direttore dei Servizi della Croce Verde Torino, Salvatore Bucca, ha poi spiegato con dati statistici alla mano, la differenza sostanziale fra i servizi svolti in periodo pre-pandemico e quelli durante la pandemia. Questi numeri hanno evidenziato ancora una volta che, nonostante le gravi difficolta create dal Covid, il volontariato non è andato in crisi, anzi si è registrato un ulteriore slancio.

Interessante anche l’esposizione del dottor Ancona, psicologo, che ha analizzato i comportamenti emotivi e non dei militi attraverso un sondaggio condotto fra i militi stessi. I risultati saranno utili per migliorare le tecniche psicologiche di aiuto verso coloro che ne necessitano. La parola è poi passata ai rappresentanti della FARO, associazione nata nel 1989, cresciuta e operativa a Torino e Lanzo che svolge attività estremamente delicate trattando esclusivamente della cura verso malati terminali.

A chiusura del dibattito, il lavoro della benemerita Conferenza di San Vincenzo de’ Paoli, mentre il grande battimano finale è stato riservato a Rosanna Tabasso, volontaria del Sermig, che utilizzando anche un video ripreso dalla RAI, ha spiegato come i volontari in tempo di pandemia siano cresciuti in grande quantità. Soprattutto giovani che offrivano il loro tempo per portare cibo e generi di prima necessità a famiglie del quartiere. All’interno del Sermig, aperto h24, i volontari e gli ospiti, uomini e donne senza fissa dimora, gli “ultimi” come li ha definiti Tabasso, che ha altresì raccontato che i loro ospiti, non potendo uscire né svolgere alcuna attività, dedicavano tempo alla preghiera, ognuno nella loro lingua.

Una giornata indimenticabile, all’insegna dell’unico motivo conduttore che legava tutte le associazioni: “la bontà è disarmante”, come la scritta che campeggia a caratteri cubitali all’ingresso dell’Arsenale della Pace.


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Giovanni D'Amelio