Quest’anno sono state 3 le serate che hanno visto “abbracciare” in particolare le vie del Centro Storico, nel corso di una manifestazione che ha fatto della collaborazione tra diverse realtà il suo punto di forza.

di Giada Rapa
Numero di giugno di sullascia.net LEGGI IL GIORNALE / SCARICA IL GIORNALE
Quando l’impegno e la voglia di creare qualcosa di bello per la propria comunità sono i pilastri fondamentali, ecco che realtà diverse possono convergere per dare vita a eventi straordinari, e lo SBAF – Street Beer Alpine Fest – ne è un esempio. Se lo scorso anno, alla sua prima edizione aveva già mostrato il suo potenziale, in questo 2025 ha confermato la collaborazione vincente tra il Gruppo Alpini, la LACA – Libera Associazione Commercianti e Artigiani – e le varie associazioni locali. Tutti uniti per dare vita a 4 giorni di festeggiamenti – dal 26 al 29 giugno – all’insegna dello spirito alpino, tra le diverse tonalità di verde scelte per le serate e delle differenti sonorità, con 48 punti musicali sparsi per la città e un evento – chiamato Frequenze – interamente dedicato alle giovani band emergenti.
Dal palco alla griglia, dalla logistica alla promozione, dietro le quinte si è mosso un vero motore collettivo: oltre 9.500 ore di lavoro volontario, 95 persone in servizio giorno e notte, ben 28 ragazzi sotto i 30 anni in prima linea per la buona riuscita della manifestazione. Numeri che raccontano molto, ma che non bastano a descrivere l’atmosfera che si è respirata per le vie della città, letteralmente abbracciata da 1.200 metri di bandierine tricolore e 1.000 metri di TNT brandizzato SBAF, come hanno raccontato gli organizzatori in una nota stampa. Evidenziati anche 48.387 scansioni di QR code durante gli orari di apertura: una cifra che fotografa un pubblico vasto e partecipe che ha sfidato le alte temperature del periodo. Lo SBAF, insomma, ha propagato “sorrisi, soddisfazione e felicità che valorizzano l’enorme sforzo comune protratto per mesi”.
Ma questa manifestazione non è solo intrattenimento: è un progetto che guarda, ascolta, impara e si evolve, sempre pronta a “mettersi dall’altra parte del bancone” per capire le esigenze di tutti prendendo spunto da altre realtà e già 13 spunti di miglioramento messi in agenda. L’appuntamento, quindi, è già per il 2026 con il “caloroso abbraccio” alpino.

