Caselle: il racconto della fragilità umana di fronte al conflitto


Attraverso lo spettacolo “Fragili” l’ANPI sezione “Santina Gregoris” ha dato avvio al tesseramento 2026. Il prossimo appuntamento è per domani, 7 marzo, con la proiezione del film “L’Agnese va a morire”.

di Giada Rapa

Come si potrebbe reagire nel momento in cui la quotidianità viene stravolta da un conflitto? Da questa semplice considerazione si articola lo spettacolo “Fragili – Nulla è certo tranne l’incertezza” di Paolo Agazzi, andato in scena presso Sala Cervi nel pomeriggio di sabato 28 febbraio. Una rappresentazione voluta dall’ANPI Caselle‑Mappano, sezione “Santina Gregoris” – che in quell’occasione ha dato il via al tesseramento 2026 – insieme all’Uni3 locale.

La storia segue una famiglia come tante, immersa in una quotidianità serena: una madre premiata per il suo lavoro; una figlia maggiore, Emma, chirurgo in partenza per una missione umanitaria; una minore, Clara, attrice in ascesa; un padre orgoglioso. Una vita costruita con cura, una “bolla” che sembra solida, ma che – come dice la madre – è fatta di un “vetro sottile” pronto a incrinarsi. L’incrinatura arriva all’improvviso: un colpo di stato, messaggi radiofonici che parlano di “eventi straordinari”, un coprifuoco imposto “per la vostra sicurezza”. La propaganda si insinua nella vita quotidiana mentre la paura cresce. La narrazione procede per lampi, mostrando come ciascuno reagisce al crollo della normalità. Emma viene precettata in ospedale mentre “sono iniziati gli arresti”; Clara assiste all’irruzione dei militari in teatro, dove “hanno sparato lacrimogeni… le ragazze le hanno legate”. Il padre, ex sindacalista, scopre che il suo passato è diventato improvvisamente un capo d’accusa: “certe persone non dimenticano”. La famiglia tenta di riunirsi in una baita di montagna, unico rifugio possibile, ma la violenza li raggiunge comunque. Lo spettacolo non cita eventi specifici, ma mostra con chiarezza quanto velocemente la normalità possa sgretolarsi e quanto sia sottile il confine tra sicurezza e vulnerabilità.

Al termine della rappresentazione, la presidente dell’ANPI Giusi Chieregatti ha offerto una lettura che amplia il senso dell’opera. “La fragilità – ha spiegato – non è una debolezza da nascondere, ma un valore umano che permette di costruire empatia e solidarietà. È un ponte verso l’altro” un modo per riconoscersi vulnerabili e quindi più umani”. Ha definito la guerra un “cruccio amaro” che continua a tormentare la società, ricordando come nuove spinte nazionalistiche ed economiche stiano nuovamente minando la convivenza civile. E ha ribadito che solo Stati “sinceramente democratici” possono garantire una pace duratura. Parole che oggi risuonano con ancora più forza, soprattutto a seguito del recente attacco all’Iran con le successive rappresaglie, che hanno riacceso le tensioni internazionali. Una ulteriore dimostrazione di quanto sia fragile l’equilibrio tra pace e conflitto. In ultimo è intervenuto l’autore. “Il teatro ha il compito di offrire un’occasione di riflessione trasversale a tutte le epoche” ha commentato, ricordando che “la sicurezza civile è un equilibrio precario che va difeso attivamente con le unghie e con i denti”.

Il prossimo appuntamento dell’ANPI Sezione “Santina Gregoris” si terrà sabato 7 marzo alle ore 16, sempre in Sala Cervi con la proiezione del film di Giuliano Montaldo “L’Agnese va a morire”, tratto dall’omonimo libro di Renato Viganò. All’evento interverranno l’avvocata Giuliana Aghemo e la dottoressa Linda Ferin.


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