Il Canavèis: ogni sei mesi il Canavese e le Valli di Lanzo in una rivista che assomiglia ad un libro


CIRIE’ – In occasione dell’uscita del nuovo numero della testata storica del territorio, si è tenuta una presentazione presso la sala consiliare della città. E non sono mancate le curiosità.

Francesca Di Feo

img_20161103_214855È stata presentata giovedì 3 novembre la nuova edizione di Canavèis, rivista di arte, cultura, storia e tradizione del Canavese e delle Valli di Lanzo, fondata nel 1995 . Hanno presenziato all’incontro, che si è svolto nella sala consiglia di Palazzo D’Oria, la Sindaca, Loredana Devietti, il Direttore e fondatore Giancarlo Sandretto ed i suoi collaboratori, Gianpaolo Castellano, tecnico ambientale all’amiantifera di Balangero, Ariela Robetto, studiosa di tradizioni e culture della montagna, e Luciano Beltrame, esperto in manufatti storici.

img_20161103_220512“Ci fa piacere che ci siano ancora comuni che hanno la sensibilità di affrontare questi tipi di argomenti. Canavèis è una rivista che esce due volte l’anno ma è, a tutti gli effetti, un libro che parla della storia e della tradizione delle nostre terre” ha spiegato Sandretto. Successivamente è intervenuto Castellano, che ha parlato dello sfortunato viaggio della mongolfiera Stella, da Torino fino ai ghiacciai della Bessanese, ritratto nell’ex voto esposto nel Santuario della Consolata a Torino. La parola è poi passata ad Ariela Robetto che, attraverso racconti popolari dal Canavese – tra i quali spicca quello dello spirito folletto – ha spiegato quale significato profondo assumesse la leggenda per l’uomo comune. Beltrame ha esposto poi il bisogno urgente di un restauro per il torchio per il vino ed il pozzo di San Carlo Canavese, manufatti di pregio che rischiano di decadere irrimediabilmente.

Serata ricca di contenuti e spunti di riflessione, per presentare una rivista che si pone l’obbiettivo di mantenere viva la memoria storica del Canavese, terra ricca di cultura che può e deve tramandarsi di generazione in generazione perché, come ha citato Sandretto “Un luogo senza storia è come un uomo senza memoria”.


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Giovanni D'Amelio