LA RIFLESSIONE – La violenza sportiva, un regresso culturale da combattere


Oggi la Mappanese torna in campo dopo una settimana turbolenta. Invitata tutta la cittadinanza a partecipare al match contro il Duomo Chieri con ingresso libero. Previsto un evento prima dell’inizio della partita.

di Giovanni D’Amelio

Gianluca Cigna

Questa settimana, un tema che ha tenuto accesa la discussione a livello locale è stato senza dubbio l’episodio di violenza che si è verificata domenica scorsa a Torino al termine della partita di calcio tra l’Atletico Villaretto e la formazione del GSD Mappanese. Come è noto, durante l’incontro si sono accesi degli screzi tra alcuni giocatori, pare siano volati insulti razzisti nei confronti di un giocatore di colore del Vilaretto, non confermati però dal referto dell’arbitro, di colore pure lui, con successivo regolamento di conti nel parcheggio dell’impianto sportivo dove il capitano dell’Atletico, Gianluca Cigna, ha rimediato ina frattura al cranio e un’operazione d’urgenza presso l’ospedale Giovanni Bosco dopo essere stato aggredito da un rivale di squadra..

La dinamica di ciò che è avvenuto rimane controversa e probabilmente il caso avrà una sua coda in Tribunale, ma quello che in tanti si chiedono è come sia possibile che continuino a ripetersi con una frequenza impressionante questi fatti di estrema gravità. Alla partita di sette giorni fa erano presenti diversi bambini e ragazzi e per loro questo episodio non è certo un esempio positivo da cui attingere, né un modello da imitare. I famosi valori che spesso dirigenti e allenatori sventolano in pubblico, correttezza, onestà, sincerità, scrupolosità, discrezione, semplicità, legalità, essenzialità, sobrietà, civiltà e lealtà, vacillano di fronte alla realtà e lasciano un vuoto educazionale imbarazzante. In quest’ottica non ci sono piaciute tante dichiarazioni riportate in settimana dai giornali ed espresse dai vertici delle due società: anche lo scaricare le colpe quando si hanno delle responsabilità non è educativo, aumentando la tristezza sul fatto avvenuto.

I DATI DEL FENOMENO VIOLENTO NEI CAMPIONATI DILETTANTI – Secondo il recente rapporto dell’Associazione Italiana Calciatori, nella stagione 2015/2016 anche la violenza tra i dilettanti è aumentata in un anno di oltre il 100%. Le situazioni più critiche si sono registrate nei campionati di Serie D (12% dei casi), Promozione (10% dei casi) e in quelli riservati ai giovani, con l’8% dei casi. Le aggressioni ai danni dei giocatori e degli staff societari sono in aumento e il fenomeno ha ormai raggiunto soglie da allarme rosso. Senza considerare che alcune vicende, molto probabilmente, non sono state denunciate né alle autorità competenti né alla stampa per paura o negligenza. Da più luoghi si invoca un giro di vite da parte della giustizia ordinaria e sportiva, ma la sola repressione non basta: devono essere le società le prime a fare la loro parte.


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Giovanni D'Amelio