Circoscrizione 8: eletti i presidenti di quartiere


TORINO – Nelle prossime settimane, in diverse parti del territorio, saranno organizzate delle riunioni di presentazione con i cittadini . Intervista ad Augusto Montaruli sulla realtà di San Salvario.

di Giovanni D’Amelio

Augusto Montaruli

Augusto Montaruli

Lo scorso mercoledì, il Consiglio della Circoscrizione 8 ha votato i presidenti delle quattro Commissioni di Quartiere previste dalla nuova riforma del decentramento comunale, organi che secondo le intenzioni dovrebbero aumentare la partecipazione dei residenti alla vita socio – culturale dei luoghi in cui abitano. Nessuna sorpresa sui nomi votati, decisi già da tempo dalla maggioranza di centro sinistra, ma la cui nomina è slittata di qualche settimana dopo che le opposizioni, nella seduta del 19 luglio, si erano messe di traverso presentando una raffica di emendamenti, lamentando il loro scarso coinvolgimento nel processo decisionale. Qualche limata qua e la e, forse, il passo indietro di qualcuno, ha permesso di sbloccare politicamente la situazione.

Così i quattro presidenti, che in realtà sono fisicamente solo tre per mancanza di candidati, hanno il volto di Augusto Montaruli a capo di San Salvario-Valentino ma anche di Borgo Po-Cavoretto, di Lucia Germano a Nizza-Millefonti e di Michele Guggino per Lingotto-Mercati Generali. Abbiamo iniziato ad intervistare Montaruli in riferimento alla realtà sansalvariese. Nei prossimi giorni ascolteremo anche i suoi colleghi.

In termini partecipativi, quali aspettative ha da queste commissioni? Mi aspetto una partecipazione qualificata e appassionata. I quartieri hanno risorse e energie che devono mettere a disposizione di tutti. Per quanto riguarda San Salvario, auspico una maggiore partecipazione di quella parte del quartiere situata a sud, che ha bisogno di essere coinvolta nelle attività culturali e sociali esattamente come accade da corso Raffaello verso Porta Nuova.

Cosa risponde a chi ritiene questa commissione inutile? Dico viene a vedere, partecipa e poi giudica. Capisco che il pezzo di riforma sul tema partecipazione è più di principio che di sostanza, ma se non si parte e si lavora non saremo in grado di proporre correttivi. Personalmente ritengo che la commissione dovrebbe poter gestire un budget da destinare a progetti partecipati, ritengo anche che a presiederla dovrebbe essere un cittadino o cittadina affiancato da un consigliere che garantisca il legame con l’istituzione. Comunque invito tutti alle riunioni che, a partite dalle prossime settimane, saranno promosse nelle varie zone della Circoscrizione per dare corpo a queste commissioni.

Quali sono le maggiori criticità di San Salvario sulle quali dovrà impegnarsi di più? Io dividerei in due il quartiere: da Raffaello a Porta Nuova e da Raffaello a Carducci. A nord abbiamo gli eccessi legati alla movida, la necessita di un ripensamento della viabilità. Naturalmente ci sono problemi di spaccio che però sono comuni ad altre zone della città. Io partirei dalla sostenibilità che si tira dietro tutto. A sud prostituzione e spaccio che spesso confliggono. Bisogna creare comunità e stimolare il crearsi delle associazioni. Il complesso sportivo Parri e il Garibaldi possono aiutare a dare la svolta.

Quali invece i suoi punti di forza? A nord le realtà associative, il fermento culturale. La bellissima realtà del dialogo tra le religioni e il mondo laico è quasi un unicum di questi tempi. La capacità di accogliere e di collaborare. Su questo dobbiamo ancora insistere. A sud abbiamo dei potenziali, che, se innescati, possono far nascere dei punti di forza in grado di estendersi in tutta l’area.

Come immagina San Salvario nel 2021? Meglio che nel 2016. Sicuramente. Un luogo aperto e vivace. Da nord a sud. Ma dobbiamo lavorare duro. Tutti insieme.


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