Le commissioni di quartiere e i nodi della partecipazione attiva


2TORINO – Per approfondire meglio questo punto abbiamo raccolto i commenti dei tre consiglieri, tutti del PD, che in linea di massima si occuperanno della gestione di questi nuovi organi nella Circoscrizione 8.

 di G. D’Amelio

Per la maggioranza di centro sinistra che governa la Circoscrizione 8, brucia ancora il ritiro della delibera sull’istituzione delle commissioni di quartiere avvenuta durante il Consiglio di martedì scorso. Una decisione “imposta” dalla minoranza che a suon di emendamenti ha provocato lo slittamento del voto, in attesa di una riflessione più approfondita sul tema tra tutte le forze politiche che siedono nell’aula di corso Corsica 55.

Una richiesta dettata dal fatto che queste commissioni sono una delle novità previste dalla riforma sul decentramento votata in Sala Rossa verso la fine del 2015. L’apposito regolamento, all’articolo 29 bis, definisce questi istituti, massimo 4 per Circoscrizione, degli “strumenti primari di coinvolgimento dei cittadini” con “l’obiettivo di favorire la partecipazione” degli abitanti “nei processi decisionali e di coinvolgerli nella realizzazione delle politiche territoriali”.

Augusto Montaruli

Augusto Montaruli

“Il regolamento – afferma Augusto Montaruli, per mancanza di candidati probabile Presidente di due commissioni, quelle riferite a San Salvario-Valentino e Borgo Po-Cavoretto, – attribuisce un ruolo importante a questi organi per sperimentare un maggiore coinvolgimento dei cittadini e delle associazioni in alcuni processi decisionali dell’ente di prossimità. Il primo passo da compiere sarà presentare la fotografia dei singoli quartieri: dalla situazione demografica alle criticità, in modo da individuare delle priorità di intervento. Personalmente – conclude – vorrei che la commissione fosse un luogo di elaborazione progettuale e non una cassetta dei reclami, uno mezzo di supporto per i residenti, associazioni e coordinatori di agire in sinergia”.

Michele Guggino

Michele Guggino

Michele Guggino, Presidente in pectore della Commissione Lingotto-Mercati Generali, pone l’accento invece più sull’organizzazione interna del lavoro. “E’ mia intenzione svolgere questo compito in stretto contatto con i due coordinatori che secondo me dovrò maggiormente confrontarmi per raccogliere e intervenire sulle istanze presentate dagli abitanti, ovvero quella alla Viabilità e Lavori Pubblici e quella ai Servizi socio-sanitari. Le commissioni di quartiere potranno accogliere fino a 100 iscritti e penso che il compito che ci attende non sarà facile”.

Lucia Germano

Lucia Germano

Infine, il commento di Lucia Germano, futura guida della commissione Nizza Millefonti. “La mia impressione su questa novità è positiva, perché permetterà di stare più vicino alla persone, ascoltarle e stimolarle per il bene del quartiere. Non avremo una sede specifica dove svolgere questo compito, ma potremo convocare gli incontri di commissione esattamente come i coordinatori”.

A questi commenti fanno da contraltare quelli espressi dalle minoranze qualche giorno fa in Consiglio, che al contrario definiscono questi nuovi organi delle scatole vuote dai contenuti tutti da decifrare per non creare problemi di sovrapposizione amministrativa e di responsabilità d’azione.


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Giovanni D'Amelio