LA RIFLESSIONE – Città Metropolitana di Torino: per l’area nord ci pensa Barrea


Con il cambio di Sindaco in Sala Rossa è necessario rieleggere il nuovo consiglio dell’ente. Il prossimo 9 ottobre, sindaci e consiglieri comunali dei 315 comuni dell’ex Provincia si recheranno alle urne per espletare questo compito.

di Giovanni D’Amelio

Vincenzo Barrea

Vincenzo Barrea

Il piddino Vincenzo Barrea, ex Sindaco per due mandati e attualmente consigliere comunale di Borgaro, ha sciolto la riserva e si ricandida ad occupare un posto nel prossimo consiglio della Città Metropolitana torinese. Una decisione quasi scontata, visto che Barrea al momento ricopre il ruolo di capogruppo di maggioranza dell’ente locale. “Spero che i colleghi di partito accettino la mia candidatura – ha dichiarato al nostro giornale – e che continuino a dare fiducia al lavoro che da due anni sto svolgendo con il mio incarico”.

Le liste dovranno essere presentate entro lunedì 19 settembre, ma non sembra che nel Partito Democratico torinese ci siano difficoltà a candidare e, soprattutto, a rieleggere Barrea. Il quale continuerebbe a rappresentare il territorio che raggruppa i comuni dell’area Nord del capoluogo.

2I PRONOSTICI – I consiglieri della Città Metropolitana da eleggere sono in totale 18 e per questo il prossimo 9 ottobre, sindaci e consiglieri comunali dei 315 comuni dell’ex Provincia (un’area che conta oltre 2 milioni di abitanti) si recheranno alle urne per espletare questo compito. Secondo le previsioni di queste ore, la Sindaca Appendino e il MoVimento 5 Stelle non dovrebbero avere problemi ad eleggere almeno 9 membri, garantendosi così la maggioranza. In caso di vittoria dei pentastellati, la coalizione di centro sinistra passerebbe all’opposizione, insieme ai rappresentati nominati dal centro destra.

A DUE ANNI DALLA RIFORMA – Con la legge Delrio dell’aprile 2014, le Province sono state sostituite dalle Città Metropolitane, che, tra le novità, ha abolito l’elezione diretta dei suoi governanti da parte dei cittadini. L’obiettivo era riorganizzare la macchina amministrativa di questi enti per renderli più efficienti e meno costosi (gli incarichi politici in Città Metropolitana  non prevedono emolumenti). Ad oggi, i pareri sul fatto che questo punto sia stato o meno raggiunto. sono molto discordanti. A chi sostiene che si sta lavorando bene e che siamo sulla strada giusta si contrappongono i giudizi di coloro che sostengono che con questo passaggio non solo non si è ancora risparmiato un centesimo di euro, ma che si è guadagnato solo nella confusione dei ruoli istituzionali e nell’aumentare la percezione di distanza dei cittadini verso le istituzioni.


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