LA RIFLESSIONE – Torino Pride 2016: oltre 100 mila persone in marcia verso il futuro


In un clima tra il festoso e il commemorativo, si è svolta ieri la colorata parata organizzata dal coordinamento cittadino LGBTTQ. Quattro km di percorso per chiedere maggiori diritti.

di Giovanni D’Amelio

08Una folla festante e allegra, un serpentone di persone di tutte le età e di tutti gli orientamenti sessuali che da piazza Statuto ha sfilato lungo le vie del centro fino in piazza San Carlo. Sono stati oltre centomila i partecipanti che ieri pomeriggio, sabato 9 luglio,  hanno dato vita ai 10 anni di orgoglio LGBTTQ (Lesbica, Gay, Bisessuale, Transessuale, Transgender, Intersessuale, Queer) quindi raggiungendo in pieno l’obiettivo degli organizzatori di superare le settanta mila dello scorso anno. Ad aprire il corteo la banda della Polizia Municipale, tallonata a stretto giro dal gruppo delle istituzioni che esponeva lo striscione con il logo della manifestazione, un bambino sorridente sotto una coperta con i colori dell’arcobaleno e la scritta “Il domani ci appartiene”, slogan portante del Pride 2016. Tra loro, la neo Sindaca Chiara Appendino, il capogruppo del PD in Sala Rossa, Stefano Lo Russo, l’assessora regionale Monica Cerutti, il Presidente del Consiglio Regionale, Mauro Laus, e diversi sindaci della cintura torinese. Più defilato l’ex primo cittadino Piero Fassino. A seguire poi tanta gente a piedi, che per lo più ballava in strada o sui camion allestiti per l’occasione.

01PERCHE’ IL PRIDE – “Le rivendicazioni della realtà LGBTTIQ – c’è scritto nel documento politico 2016 del coordinamento cittadino – sono molteplici ed ancora e purtroppo inascoltate, soprattutto nel nostro Paese dove non esiste praticamente alcun tipo di riconoscimento di diritti”. (…) “Grazie alle lotte che il mondo LGBTTIQ ha condotto negli anni, oggi possiamo registrare una mutata attenzione da parte dell’opinione pubblica, dei mezzi di comunicazione e del ceto politico, nei confronti delle istanze avanzate dal movimento, ma tali aperture non corrispondono ancora alle nostre aspettative”. (…) “Per questo si pone il bisogno per l’associazionismo LGBTTIQ di aprirsi ad un confronto più ampio e permeabile alla società civile per abbattere, attraverso un costante dialogo con tutte le sue componenti, le barriere ed i pregiudizi che ancora pesano sull’universo LGBTTIQ”. (…) A tal fine rivendichiamo: una LEGGE CONTRO L’OMOFOBIA, LESBOFOBIA E TRANSFOBIA: estensione della legge Mancino, che preveda le aggravanti penali per i crimini di odio;  una LEGGE SUL CAMBIO DI GENERE SESSUALE: revisione della legge 164/82, affinché anche coloro che non desiderano o non possono sottoporsi agli interventi chirurgici di riassegnazione sessuale abbiano diritto al riconoscimento del sesso desiderato nei propri documenti di identità; il MATRIMONIO di gay e lesbiche; le UNIONI CIVILI tutelate giuridicamente; le ADOZIONI di minori per i singoli, le singole e le coppie, indipendentemente dall’orientamento sessuale di chi fa richiesta; il RICONOSCIMENTO DEL GENITORE NON BIOLOGICO; una LEGGE SUL TESTAMENTO BIOLOGICO”.

06LA RIVOLTA DI STONEWALL – Nell’estate del 1969, una serie di violenti scontri fra la comunità omosessuale e la polizia a New York, culminarono in un’accesa rivolta il 28 giugno a seguito dell’ennesima irruzione violenta e immotivata dei cops in un bar gay in Christopher Street, lo Stonewall Inn. Stonewall è considerato dal punto di vista simbolico il momento della nascita del movimento di liberazione lesbico, gay, bisessuale e trans moderno in tutto il mondo e il 28 giugno è stato scelto come data della “Giornata mondiale dell’orgoglio LGBT” o “LGBT Pride”.


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