LA RIFLESSIONE – La cattiva amministrazione secondo la Corte dei Conti del Piemonte


Venerdì 24 febbraio, a palazzo dell’Arsenale a Torino, si è tenuta la cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario dell’organo di controllo che vigila sui reati compiuti all’interno della pubblica amministrazione. Nel 2016 nella nostra regione condanne per 5,4 milioni di euro.

dalla Redazione

Torino – Da due giorni è stato inaugurato il nuovo anno giudiziario della Corte dei Conti del Piemonte e dai dati del 2016 snocciolati durante l’incontro è emerso uno sconforto di fondo da parte dei giudici che fanno parte di quest’organo della magistratura che si occupa di reati legati all’esercizio della pubblica amministrazione. Sono infatti ancora tante, ben 1.223, le denunce registrate lo scorso anno, ma come ha scritto nella sua relazione il procuratore regionale Giancarlo Astegiano spesso la Corte non può intervenire sulla cattiva amministrazione “per la genericità degli elementi forniti o l’assenza di un danno patrimoniale”. Uno stato di incertezza che si verifica secondo Astegiano “per la mancanza di uno strumento di carattere generale che abbia come finalità quella di porre argine a tutte le manifestazioni del fenomeno”. Inoltre “la responsabilità amministrativa dei funzionari pubblici, così come è configurata permette interventi di carattere limitato, riferiti a singoli e specifici episodi, con la conseguenza che non tutte le disfunzioni, irregolarità, devianze compiute possono essere contrastate”.

LE DENUNCE – Oltre 400 di queste, quasi un terzo del totale, provengono da segnalazioni sollevate dai consiglieri comunali, provinciali e regionali (71), da soggetti privati (100) e in diminuzione quelle anonime (50). Sono poi 57 i casi segnalati dalla magistratura ordinaria, 15 al Tar, 6 ai giudici militari, 2 quelle fatte dai collegi dei revisori. Nel 2016 i fascicoli archiviati sono stati 1.566. I processi celebrati dalla Corte dei Conti a Torino hanno portato a condanne per un ammontare di 5,4 milioni di euro. “I soggetti citati in causa – ha comunicato la Presidente della Corte dei Conti piemontese Cinthia Pinottisono stati 147. Ci sono state 64 assoluzioni, 53 condanne e 30 sentenze non entrate nel merito per varie ragioni come la prescrizione o la cessata materia del contendere”. Pinotti ha anche sottolineato il rilevante numero di procedimenti per “danno all’immagine” provocato dai reati commessi da dipendenti e funzionari pubblici, che provocano “un grave vulnus al prestigio dell’amministrazione e alla fiducia dei cittadini”.


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Giovanni D'Amelio