Il progetto “Cloud In Famiglia” dovrebbe riprendere a funzionare all’inizio del 2016


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BORGARO – Dopo la procedura fallimentare del CIC e l’acquisizione delle quote da parte di un socio privato, si ritorna a parlare del servizio sperimentale che costa al Comune 40 mila euro.

di Giada Rapa

All’inizio del 2014 il Comune attivava, in via sperimentale, il portale “Cloud In Famiglia” con il quale smaltire le code presso gli sportelli comunali stampando direttamente da casa i certificati, ma anche per pagare i tributi e controllare la situazione dei pagamenti dei servizi scolastici. Tale portale sfruttava le tecnologie progettate dal CIC – Consorzio Informatizzazione Canavese– che negli ultimi mesi ha avvito le procedure per la gestione fallimentare.

Quale destino aspetta quindi il cloud? Sui futuri sviluppi del portale si era già interrogato il Movimento 5 Stelle, che durante il Consiglio Comunale del 27 luglio scorso ha richiesto spiegazioni al sindaco Claudio Gambino, soprattutto riguardo i costi del progetto a carico dell’amministrazione comunale, che ammontavano a 40 mila euro. Già in quel frangente il primo cittadino si era espresso in termini positivi, poiché “In Famiglia” poteva essere uno dei pochi progetti del CIC che poteva essere valorizzato in sede di liquidazione, senza considerare la collaborazione con il CSI per l’accesso diretto al portale della sanità regionale, dando un valore aggiunto al progetto. Anche oggi, alla luce della gara per la rilevazione delle quote del CIC che ha portato all’acquisizione di un socio privato, c’è un certo ottimismo.

“Sicuramente la novità di un socio privato ci rassicura” ha dichiarato il sindaco Gambino. “C’è sicuramente la volontà di continuare, poiché quello del Cloud In Famiglia è uno dei progetti più interessanti a cui stava collaborando il CIC, soprattutto perché è esportabile e vendibile anche in altri Comuni. Verso la fine del 2015 e l’inizio del 2016 dovremmo essere in grado di riattivare il progetto”.


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