LA RIFLESSIONE – Legambiente: “Serve attivare politiche serie contro la prossima crisi idrica”


Secondo l’associazione ambientalista lo scioglimento anticipato dei ghiacciai e l’emergenza siccità sono le facce della stessa medaglia. L’idea di un’agricoltura meno idroesigente.

di Giada Rapa

In base alle rilevazioni effettuate, i dati in possesso di Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta hanno dimostrato un aumento di circa 2 gradi centigradi soltanto nella zona della Alpi. L’innalzamento è avvenuto nel corso degli ultimi 150 anni, ma risulta essere più del doppio della media globale dell’intero pianeta. “Un effetto dei cambiamenti climatici sempre più repentini che questa estate hanno dato vita a fenomeni apparentemente in contrasto come lo scioglimento dei ghiacciai e, allo stesso tempo, all’emergenza siccità con l’asciutta di interi corsi d’acqua” dichiara in un comunicato il Presidente dell’associazione Fabio Dovana. “Anche se per quest’estate sembra passata la fase più critica sul fronte siccità – continua – occorre mantenere alta l’attenzione sulle politiche da attivare per farci trovare pronti alla prossima crisi idrica”.

“Siamo di fronte a fasi meteoclimatiche sempre più polarizzate e persistenti, occorre quindi adeguare le politiche, come il passaggio ad un’agricoltura meno idroesigente, fino ad una riflessione sull’impatto che un certo tipo di centrali idroelettriche hanno sui corsi d’acqua” commenta Carla Pairolero, Presidentessa di Legambiente Metropolitano, soffermandosi soprattutto sulla stato del Piemonte. “Sono urgenti politiche che portino a ri-naturalizzare i corsi d’acqua piemontesi e che mettano in campo azioni di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici. Questa la ricetta di Legambiente per rispondere nei prossimi anni agli effetti sempre più evidenti del clima che cambia. La difficoltà nel raggiungere in Piemonte il buon stato ecologico dei corsi d’acqua, così come previsto dalla Direttiva Quadro sulle Acque sta rimarcando la necessità urgente di ridurre l’impatto ambientale” conclude.


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Giovanni D'Amelio