Mappano: la ricostituita associazione de I Lavandè si è presentata alle autorità


In una cerimonia sobria e contenuta, sono stati illustrati i principali obiettivi dell’associazione, legati soprattutto alla diffusione della storia e della cultura dei lavandai. Nel cassetto anche il sogno di realizzare un EcoMuseo, che oggi si fa un po’ più vicino.

di Giada Rapa

Era il mese di maggio 2018 quando, dopo 30 anni di attività, la storica associazione de I Lavandè, fondata da Giacinta e Mariuccia Martinengo e coordinata da Antonio Miriello, decideva di sciogliersi. Nel febbraio 2020 il gruppo, con un direttivo rinnovato e con un simbolo grafico modernizzato e studiato dalla designer mappanese Anna Visconti, riprendevale attività, tra vecchi e nuovi obiettivi. A causa della pandemia causata dal CoVid-19, il nuovo sodalizio è stato costretto ad aspettare più di un anno prima di introdursi ufficialmente presso la realtà cittadina. Giovedì 20 maggio la “nuova” associazione, guidata da Gisella Ferrando con il prezioso aiuto dei consiglieri Marina Cubito, Andrea d’Arino e Silvia Tomaselli, ha finalmente organizzato una cerimonia contenuta -come prevede il protocollo- per presentarsi alle autorità, in attesa di replicare -si spera in tempi brevi- con le associazioni e la cittadinanza.

“Oggi presentiamo l’associazione de I Lavandè, che riprende le sue attività con entusiasmo e slancio. Ringrazio coloro che ci hanno spronato a riprendere questo impegno, che guarda non soltanto al passato, ma anche al futuro” ha spiegato la Presidente Ferrando, dedicando questo momento al suo primo predecessore, Antonio Miriello, allo storico membro Maria Albertin e a tutti i lavandai e alle lavandaie che ormai guardano dal cielo, come la mamma Mariuccia Martinengo, insieme ai nonni, e a Rosina Verderone -recentemente scomparsa-madre di Marina Cubito. Tra gli obiettivi principali, quello di fare memoria, riscoprendo e valorizzando il patrimonio materiale e immateriale legato al mondo dei lavandai e della civiltà contadina. “Un mondo che nel tempo ha plasmato la nostra comunità, e che noi vogliamo onorare, attraverso la raccolta di testimonianze, documenti, oggetti. Ma andando anche nelle scuole, fra le nuove generazioni dei mappanesi, a ricordare la loro storia, le loro origini” ha continuato la Ferrando. Un progetto che si avvale della collaborazione della Dirigente Scolastica Veronica Di Mauro, presente all’evento. Senza dimenticare un piccolo, grande sogno: la realizzazione dell’EcoMuseo dei Lavandai e della Civiltà Contadina Mappanese.

Un sogno che, da oggi, sembra essere un po’ più vicino perché, come affermato dall’assessora Cristina Maestrello, è in arrivo un finanziamento di 24 mila euro da parte del Ministero degli Interni, che verrà destinato proprio alla progettazione dell’EcoMuseo. Alla serata hanno partecipato anche il Sindaco di Mappano Francesco Grassi -che ha espresso la speranza di iniziare un percorso di co-progettazione- diversi esponenti della maggioranza, il parroco don Pierantonio Garbiglia e i sindaci di Borgaro e Caselle, Claudio Gambino e Luca Baracco.


Commenti

commenti